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Ticino
"È in Ticino che batte il cuore del paese"
Redazione
12 anni fa
Una marea di persone ha accolto i sei consiglieri federali a Lugano. Cartelloni di protesta e fischi per Manuele Bertoli

Grande fermento in Piazza della Riforma dove, poco dopo le 16, a bordo di un bussino d'epoca dai colori ticinesi, è giunto in corpore il Consiglio federale (unico assente Ueli Maurer).

Nel patio di Palazzo Civico una marea di persone ha accolto i sei ministri. Tra le diverse personalità politiche, anche molti cittadini armati di cartelli e bandiere svizzere listate a lutto per manifestare il proprio malcontento, soprattutto per quanto riguarda il tema della disoccupazione. "800 curricula dal Ticino, Zero risposte. 2 Curricula da Como, 2 risposte" si legge su uno dei cartelli. 

Ma nonostante i cartelli di protesta, i consiglieri federali sono stati accolti con uno scroscio di applausi.

Ad aprire le danze è stato il sindaco Marco Borradori, che ha salutato con favore la grande presenza di persone. "Il Ticino patisce la lontananza dal centro" ha sottolineato durante il suo discorso, "ma la presenza del Consiglio federale quest'oggi costituisce una vicinanza. Questo non dovrebbe essere un momento isolato. Il Ticino è spesso incompreso e non è capace di farsi comprendere. Ma senza la Svizzera non ce la possiamo fare, così come la Svizzera senza il Canton Ticino non sarebbe la stessa. Sono convinto che la visita di oggi non sarà vana".

Accompagnato da qualche fischio quando è salito sul palco, il presidente del Governo Manuele Bertoli ha invitato tutti ad ascoltare. "Il Ticino è come un ponte che deve intraprendere delle buone relazioni con le sue sponde. I ponti creano incontri e tengono in conto le specificità altrui".

A chiudere è stato il presidente della confederazione Didier Burkhalter che, nel suo discorso pronunciato in italiano, ha sottolineato l'importanza del Cantone a Sud delle Alpi.

"È in Ticino che batte il cuore del paese: attorno al Gottardo, luogo d'incontro del paese. Il sole brilla nei nostri cuori. Abbiamo voluto organizzare in Ticino l'incontro degli ambasciatori. Riunire qui, nel cuore del paese, le persone che fungono da ponte verso il mondo".

Il presidente della confederazione ha voluto concludere trasmettendo tre messaggi a nome del Consiglio federale:

"Prima di tutto grazie per quello che il Ticino ha portato alla Svizzera, soprattutto la ricchezza culturale, economica e sociale senza la quale la Svizzera non sarebbe completa.

In secondo luogo sappiamo che vi sono dei problemi, legati soprattutto al traffico, alla migrazione, alle questioni economiche e fiscali. Ne siamo al corrente e ce ne stiamo occupando. Abbiamo rafforzato il dialogo con l'Italia, partner con il quale intendiamo risolvere le questioni fiscali ed economiche aperte. Vogliamo concludere prossimamente i negoziati a riguardo. Per il Consiglio federale è chiaro che questi negoziati devono comprendere la revisione dell’imposizione dei frontalieri. Certo non tutto è facile ma il Consiglio federale non lascerà la presa.

Il nostro terzo messaggio è: lavoriamo insieme. Non siamo lontani. Il Consiglio federale presta attenzione a porre anche le vostre sfide nel cuore degli interessi globali del paese. Dal 2016 il Ticino sarà ancora più vicino al resto della Svizzera grazie al più lungo tunnel ferroviario del mondo. Il Governo è convinto che coglieremo meglio le sfide con uno spirito costruttivo di partenariato, senza essere indulgenti, ma senza provocazioni inutili".

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