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Proteste
È giusto occupare le università? La politica ticinese si confronta
Redazione
2 anni fa
Da qualche settimana gli studenti pro-Palestina occupano in segno di protesta gli edifici di diverse università elvetiche. Dalla Svizzera romanda le occupazioni si sono spostate anche nella Svizzera tedesca. Alcuni atenei però hanno iniziato a dare degli ultimatum di sgombero agli occupanti, come ad esempio Ginevra dove all'alba di martedì è dovuta pure intervenire la polizia per liberare l'edificio Uni Mail. Nonostante nella Svizzera italiana per ora gli studenti non si sono mobilitati, Ticinonews ha chiesto al presidente dei Giovani UDC Diego Baratti e al granconsigliere socialista Yannick Demaria se sia giusto o meno occupare le università.

Dalla Svizzera romanda le occupazioni degli studenti filopalestinesi si sono allargate a macchia d'olio anche nella Svizzera tedesca. Tuttavia diverse università elvetiche hanno cominciato a intimare ai protestanti di sgomberare gli edifici delle accademie, come ad esempio è successo a Ginevra alle 5 del mattino di martedì o questa mattina a Berna. Anche se finora in Ticino gli studenti non hanno occupato nessun ateneo, Ticinonews ha messo a confronto l'opinione di Diego Baratti, presidente dei Giovani UDC, e di Yannick Demaria, granconsigliere per il PS per capire se sia giusto o meno occupare le università.

Demaria perché ha deciso di partecipare all'occupazione dell'università di Losanna e cosa pensa dello sgombero?

"Le proteste che stanno avvenendo sono motivate dalla richiesta di un cessate il fuoco e di promuovere la pace. Io credendo fortemente in questi ideali mi sono sentito di dover partecipare. Gli studenti stanno esercitando un loro diritto, ma purtroppo in alcune università sono stati costretti ad uscire con la forza e questo lo ritengo molto grave, perché la repressione non fa altro che estremizzare questi movimenti e con essi anche il dibattito attorno alla situazione. Queste manifestazioni sono pacifiche e durante le occupazioni in tutte le università si crea un ambiente positivo di grande solidarietà con una particolare attenzione allo studio e alla formazione, quindi è molto bello e speriamo che le mobilitazioni continuino".

Baratti, cosa ne pensa di quello che ha detto DeMaria? Le università non dovrebbero anche essere il luogo dove si favorisce la riflessione, il dibattito e dove si può liberamente esprimere un'opinione o uno stato d'animo?

"Le università sono e devono essere questo, un luogo dove queste tematiche vengono affrontate in modo approfondito e anche oggettivo. Quello che però sta accadendo è tutto il contrario. Infatti le rivendicazioni dei protestanti vanno nella direzione opposta, ossia si vuole impedire agli atenei di partecipare a dei programmi di collaborazione con delle università di Israele ed escludere gli ebrei dalla ricerca. In passato i nazionalsocialisti dicevano "non comprate degli ebrei", oggi gli estremisti di sinistra dicono "non fate ricerca con gli ebrei". È una questione preoccupante e queste proteste devono essere interrotte immediatamente. Questo tipo di sinistra nemica delle libertà e amica del terrore deve essere allontanata dalla vita universitaria".

Demaria, cosa risponde a quello che ha detto Baratti?

"Respingo delle accuse false di Baratti rispetto al fatto che ci sia solo la sinistra all'interno di questi movimenti e soprattutto attorno al fatto che ci siano contro gli ebrei. A Losanna c'è un collettivo di ebrei decoloniali che lotta contro il razzismo, che partecipa all'occupazione dell'università e che dichiara di avere vergogna della narrazione dei media che non parlano mai degli ebrei che non sono d'accordo. Non c'è nulla contro gli ebrei. Noi vogliamo un boicottaggio delle istituzioni israeliane fino a quando non ci sarà un cessate il fuoco e questa voce alta non la si potrà mai interrompere né attraverso la polizia, né attraverso la repressione. La cosa migliore da fare per tutti è accettare le rivendicazioni perché sono ragionevoli. Lo si è fatto in altri conflitti come ad esempio per l'Ucraina. Se le istituzioni svizzere non lo fanno anche per la Palestina è un’ingiustizia e lo faremo noi al loro posto".

Baratti, Demaria parla di una richiesta di cessate il fuoco che può essere condivisibile come tale alla base di questa protesta: a volte non si rischia di mischiare tutto in un unico contenitore e fare di ogni erba un fascio?

"Sì, ma non bisogna dimenticare chi è che ha cominciato questa guerra: lo ha fatto Hamas facendo una strage di nostri coetanei e dai manifestanti non è arrivata nessun tipo di condanna verso il governo palestinese che è guidato da questa organizzazione terroristica. Gli studenti svizzeri cantano allegramente a favore di una Palestina libera che per questi studenti dovrebbe andare from the river to the sea. Quindi significa che chiedono l'eliminazione dello Stato di Israele, inserendosi in una comunicazione antisemita per una Palestina libera dagli ebrei e sotto la bandiera di Allah come vuole Hamas. Questo la dice lunga sullo stato intellettuale di alcune discipline umanistiche nelle università svizzere, dove le ideologie woke stanno colonizzando interi campi di studio. Questi docenti e studenti sono anche finanziati con soldi pubblici. Per questo le proteste devono essere interrotte immediatamente e bisogna trovare delle soluzioni affinché anche l'ideologia di estrema sinistra non venga più portata avanti all'interno delle nostre università. Oggi il gruppo parlamentare UDC ha comunicato che nelle loro prossime riunioni si chinerà sul tema in base al nuovo messaggio di promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione con l'obbiettivo di fermare l'ideologizzazione di estrema sinistra nelle università svizzere".

In che modo? Ad esempio vietando le manifestazioni?

"No, manifestare è un diritto, si può fare ovviamente nei limiti delle leggi chiedendo un permesso. Non bisogna andare a limitare le libertà altrui, ma non bisogna nemmeno cedere a quelle che sono le propagande antisemite dello Stato palestinese".

Demaria, anziché prendere posizione contro Israele non avrebbe avuto più senso una manifestazione all'insegna della pace perché il rischio è di far passare Hamas dalla parte del giusto?

"Nell'intervento di Baratti c'è veramente stato un calderone di falsità. Non c'è assolutamente l'estrema sinistra. Poi ha detto anche che il conflitto è iniziato il 7 ottobre, cosa che non è assolutamente vera perché è da 70 anni che c'è. Dopodiché sembra veramente che non si voglia vedere la condanna di Hamas che invece c'è nei collettivi. In tutte le prese di posizione sul conflitto si ha dichiarato che Hamas è un'organizzazione politica islamista e fondamentalista fondata nel 1987 che amministra internamente la striscia di Gaza, e che se da un lato vi è un ampio sostegno alla resistenza armata degli attori palestinesi contro l'occupazione israeliana, dall'altro la popolazione palestinese critica anche il malgoverno, i metodi e la corruzione di Hamas. È assolutamente fondamentale non confondere mai i popoli con i loro governi e stare sempre dalla parte dei popoli. Non è vero che non c'è una condanna degli atteggiamenti autoritari di Hamas, ma c'è il diritto alla resistenza".

La replica di Baratti

"Quello che io vedo sono falsità mischiate a fatti verosimili e vedo anche molta ignoranza che spesso sfocia nell'antisemitismo. Anche queste manifestazioni sono promosse dal movimento BDS che è un'organizzazione antisemita. Non tutti i giovani sono così, ci sono anche quelli che si impegnano in altri modi e fronti con diversi tipi di comunicazione. E non è questa la rappresentatività che si vuole dare agli studenti che in tanti non hanno manifestato".

E quella di Demaria

"Io vorrei sapere veramente dove sono queste assurdità che ho detto. Il BDS si continua a dire che sia antisemita, ma nessuno mi ha mai dato le prove. BDS sta per boicottaggio, disinvestimento e sanzioni, cosa che all'interno dei conflitti internazionali si è sempre fatta, negli anni 60' è servito in Sudafrica, adesso noi lo stiamo affermando ed esercitando per i palestinesi. Qualcuno mi deve veramente dire dov'è l'antisemitismo".