
Puntare, comodamente seduti al bar, su un cavallo, e vincere fino a 400mila franchi. È la nuova tendenza che ha già invaso Francia e Svizzera romanda – dove le puntate individuali possono superare i 30 franchi – e che è da poco arrivata anche in Ticino. Alcuni dipendenti di due bar a Dongio e Castione sono infatti da poco tornati da Basilea, dove hanno seguito una rapida formazione sull’utilizzo delle macchinette.
Gli scommettitori devono stare davanti a due schermi, uno con le quote di ogni cavallo, mentre l’altro mostra in diretta le gare, al galoppo o al trotto. Dopo aver puntato, ogni concorrente consegna la schedina con la giocata e riscuote l’eventuale vincita. È un sistema di gioco che non solo attira giocatori speranzosi di fare qualche soldo, ma anche gli esercenti, che in questo modo, oltre a guadagnare 2,50 franchi su ogni giocata, possono dotare il proprio locale di un’ulteriore attrazione per i clienti.
Nel frattempo, e in apparente controtendenza, il poker texano ha lasciato il Salone Olimpia a Biasca. Non vi è stato alcun particolare problema, sostiene Sergio Scolari. Semplicemente, nel giro di pochi mesi, la gente ha smesso di giocare. E tutto sembra dire che il gioco nei locali sta cambiando vesti: mentre il texano sparisce, si segnalano due interventi relativi all’ambito delle slot machine e altri cinque sopralluoghi in appartamenti privati e locali pubblici per debellare gioco d’azzardo e scommesse clandestine.
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