
Il viaggio di TicinoNews.ch verso le elezioni del 2 aprile nella Nuova Bellinzona continua con l'intervista al candidato dei Verdi Ronnie David in corsa sulla lista di Unità di Sinistra e I Verdi.
Come ci si sente ad essere l’unico candidato verde nella lista per il Municipio?"Bene. È stata costituita questa alleanza perché c'è convergenza sui temi, anche se poi ogni candidato pone accenti diversi. Ma ben venga che sia così".
Come mai è invece mancata l'alleanza con il PS per la lista del Consiglio comunale?"Dipende dal sistema di voto. In consiglio comunale abbiamo la possibilità di fare gruppo e mantenere la nostra indipendenza, alla quale teniamo molto. Ma c’è anche l’opportunità di fare un fronte rosso-verde unito, mantenendo la nostra sensibilità".
In consiglio comunale a Bellinzona ha parlato di nomine frettolose dettate da ragioni politiche e partitiche che possono avere conseguenze nefaste. Un’aperta polemica con l’attuale sindaco?"No, non è nulla contro la direzione politica e non voglio lanciare accuse di manipolazione, ma c’è preoccupazione sul metodo di lavoro. Alcuni dipendenti della città hanno segnalato situazione anomale, come assunzioni senza concorso. Scelte che possono compromettere la qualità del servizio del personale, se non vengono selezionate le giuste persone. Non vorrei si iniziasse con il piede sbagliato. È una tematica sulla quale di certo bisognerà tornare dopo le elezioni. L’attuale Municipio non ha infatti un potere contrattuale sui nuovi ruoli. Formalmente spetterà al nuovo Esecutivo discutere delle proposte e potrà rivedere determinate procedure. Una tematica sulla quale vigilerò e che resterà tra le priorità del programma elettorale. Il servizio deve rimandere indipendente dall’aspetto politico. La qualità rimane importante, in modo da non incidere anche sui costi".
Quali sono gli altri temi prioritari della sua agenda politica?"Sicuramente la pianificazione territoriale, è prioritario lavorare su un piano regolatore unico. Le zone edificabili sono attualmente sovradimensionate e una parte andrebbe rivista. Un’altra sfida importante è legata ai prezzi dell’alloggio. Crediamo sia importante creare delle cooperative immobiliari, che offrono alloggi a un prezzo favorevole. A Zurigo la loro presenza è attestata al 25%, mentre in Ticino non raggiunge neanche il 0,4%. Insomma, un abisso, sul quale c'è ancora molto da lavorare".
Un grande potenziale può rappresentare anche il turismo…"Si, bisogna sfruttare il potenziale della nuova città, soprattutto ora che c'è AlpTransit. La speranza è di essere innovativi, ricettivi e ospitali. L'aggregazione offrirà poi lo spunto di creare nuovi percorsi naturalistici a basso impatto ambientale. Con la Valle Morobbia, il nuovo comune confinerà con l'Italia tramite il passo San Iorio. Anche Bellinzona sarà dunque un comune di frontiera" (ride).
Cosa fare per risollevare il commercio cittadino"Una buona soluzione potrebbe essere quella di proporre una moneta cittadina, sulla scia di quanto già proposto sull’Arco lemanico, che un anno e mezzo fa ha introdotto le Léman. 350 commerci l’hanno già adottata, introducendo un sistema che crea un rapporto di complicità tra l’acquirente e il cliente all’interno di una comunità locale. Può dare un impulso concreto all’economia, visto che porta all’acquisto di prodotti locali e non gioca sulla speculazione finanziaria. Il cambio rimane sempre fisso. Non so se Bellinzona con i suoi futuri 42mila abitanti ha la massa critica per farlo. Ma è una proposta concreta che può essere valutata. Si potrebbe chiamare la moneta “Il Ciod”, da vera tradizione bellinzonese".
Dalla scorsa estate è diventato uno dei 5 coordinatori dei Verdi. Si sente la mancanza di Sergio Savoia?"È cambiato il metodo di lavoro. Ora c’è un lavoro di gruppo, che crea molto di più che un singolo individuo. Trovo sia un approccio molto verde. Il primo impatto è stato positivo. Al giorno d'oggi al politico viene spesso richiesto di essere un tuttologo. Essendo in cinque abbiamo la possibilità di esprimerci su singoli temi a dipendenza delle nostre competenze. Stiamo lavorando bene e all’interno del gruppo è ritornato il sereno. Fare politica in un clima litigioso richiede uno sforzo supplementare. Sembra di essere tornati in un clima famigliare. Nulla da togliere a Savoia. Ha delle capacità dialettiche e comunicative molto importanti, anche in termini di voto. Vedremo se il nuovo approccio piacerà alle prossime elezioni cantonali. Ma pensiamo sia finita l’epoca di un uomo solo al comando”.
Che insegnamenti può trarre Bellinzona dall’aggregazione di Lugano?“Trovo che l’aggregazione di Lugano sia un discorso completamente diverso. Lugano è un polo forte che ha attratto i comuni vicini, mentre a Bellinzona c’è un approccio che viene dal basso, in modo più orizzontale. Trovo che sia un buon esempio di democrazia. I singoli quartieri mantengono un forte senso di identità”.
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