
L’Operazione Indoor” è finita. Durante gli anni tra il 2003 e il 2004, in Ticino proliferavano i canapai che vendevano “sacchetti profumati”, in realta dosi di “erba” da fumare. Questo aveva anche portato una sorta di turismo della canapa, con gente proveniente soprattutto dall’Italia alla quale non pareva vero poter comperare la marijuana tranquillamente nei vari canapai. Ma la cosa non piacque troppo alle autorità ed ecco che iniziò la cosiddetta Operazione Indoor, a capo della quale c’è stato il procuratore pubblico Antonio Perugini. Ieri, il giudice Rosa Item ha consegnato agli archivi l’operazione. Infatti sono stati condannati i titolari della Bona Essenze di Giubiasco, considerata la maggior azienda attiva nella coltivazione della canapa. Le pene sono state di ventitre mesi con la condizionale per il finanziatore, azionista e manager, un 50enne attinente di Bissone ma residente a Rio de Janeiro. Venti mesi al figlio di quest’ultimo, che ricopriva il ruolo di direttore/consulente e dieci mesi al responsabile operativo della società. Facciamo qualche cifra: l’Operazione Indoor, nella sua interezza, ha portato alla chiusura di 75 canapai e alla scoperta di 70 coltivazioni di marijuana. Le persone interrogate sono state 268 e quelle arrestate 132. 4,2 le tonnellate di “erba” sequestrata e 200mila piantine. Per quel che riguarda i soldi sono stati 4,5 milioni i franchi in contanti che sono stati sequestrati.
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