
"Sei disabile al 100%, non ti affittiamo l'appartamento".
È quello che si è sentita dire una ragazza ticinese da una nota società di amministrazione immobiliare ticinese, la quale ha rifiutato la richiesta di affittar la casa da parte della giovane. Poco più che trentenne, la ragazza ha seri problemi di salute ed è assistita da un curatore che, oltre ad assistere fisicamente la persona, ne gestisce completamente le finanze. Eppure, nonostante la garanzia di questa persona e la totale assenza di precetti o di episodi negativi alla reputazione della protagonista della vicenda, gli amministratori dell'appartamento non vogliono sentire ragioni.
Peraltro la giovane aveva comprovato di non aver alcun problema a pagare immediatamente la caparra e la rendita AI che riceve ogni mese garantisce appieno il pagamento dell'affitto (nell'ordine dei 1'200 franchi spese incluse). "E' una ragazza che non dà fastidio a nessuno - ci confermano le persone informate sui fatti - la vita è stata impietosa con lei, e ancora c'è chi continua a discriminarla".
Come se non bastasse, il rifiuto della richiesta di affitto della donna costringe l'ex inquilino a continuare a pagare due affitti, dato che non è ancora riuscito a trovare un subentrante... Ora ci si appellerà, con carte alla mano, all’associazione degli inquilini e la vicenda finirà dal Giudice di Pace.
"Purtroppo molte persone - commenta l'autore della segnalazione - ignorano il fatto che una curatela amministrativa è la garanzia massima che si può ottenere, in quanto il pagamento dell’affitto e di ogni altra fattura è garantita dallo stato. Rifiutare una persona invalida e garantita dallo Stato, è a nostro modo di vedere, più che ingiusto".
MS
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