
Da semplice formalità a caos politico: il passo è breve. Quello della riforma dei sussidi di cassa malati non è mai un dossier da sottovalutare. Quando Paolo Beltraminelli ha presentato la riforma bis, che ha l’obiettivo di superare l’impasse registrato la scorsa primavera con il braccio di ferro referendario e il no popolare del 18 maggio, il mondo politico ha sorriso, al direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) pareva essere riuscita la quadratura del cerchio. Le reazioni dei partiti era stata tiepidamente favorevole, mentre ora pare essere nuovamente essere calata la notte. Ma è una questione di sostanza, oppure di forma? Chi oggi solleva dubbi lo fa perché vuole davvero trovare una soluzione più razionale, oppure è l’effetto della campagna elettorale? È vero il detto che, alla fine, chi troppo vuole, nulla stringe?
Questi sono gli interrogativi al centro della puntata di Piazza del Corriere di martedì 14 ottobre moderata da Gianni Righinetti intitolata «la bagarre dei sussidi malattia». In studio, oltre a Paolo Beltraminelli, ci sarà la capogruppo del PS Pelin Kandemir Bordoli, quello della Lega Daniele Caverzasio, quello dell’UDC Orlando Del Don e il deputato del PLR Nicola Brivio. La riforma-bis del Governo è uno dei tasselli del Preventivo 2015 e sulla bilancia vale 19,3 milioni di franchi. Se dovesse naufragare il deficit del Cantone passerebbe da 112,2 a 131,5 milioni, sforando quindi il tetto dei 125 milioni, oltre i quali si entra in zona rossa e si rischia di far scattare il moltiplicatore cantonale d’imposta.
A sollevare obiezioni è l’UDC, spalleggiato dal PLR, che propone che il premio medio di riferimento per il calcolo dei sussidi, si basi sul modello del medico di famiglia, una mossa che farebbe lievitare il risparmio di una decina di milioni (stime più precise sono attese a giorni). Ma c’è anche chi storce il naso perché la riforma mantiene il diritto al sussidio per famiglie con due figli che hanno un reddito lordo indicativo di 140mila franchi. Siano ancora allo scontro e oggi c’è il rischio di un nuovo referendum.
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L'appuntamento è per questa sera a Piazza del Corriere, alle 20.45 su TeleTicino.
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