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Ticino
E-Cig nelle scuole, si fa abbastanza?
Sempre più diffusi tra i giovani prodotti alternativi alle sigarette, un fatto che preoccupa

Secondo le statistiche, sembrerebbe che la popolarità delle sigarette tradizionali sia in continuo declino, grazie anche agli sforzi della società civile e della politica nel contrastare l’industria del tabacco. Quest’ultima però, negli ultimi anni, ha preso a lanciare sempre una maggiore varietà di prodotti alternativi, ma non per questo meno pericolosi, mirando principalmente ai giovani. Ed è a questo proposito che Maddalena Ermotti-Lepori (PPD) ha lanciato un’interrogazione al Consiglio di Stato, cercando di capire quali passi si stanno compiendo per cercare di arginare il fenomeno.

“Un recente studio” si legge nel testo “ha mostrato che l’uso delle sigarette elettroniche sta trovando un grande riscontro tra i giovani e le giovani in Svizzera: il 74% degli adolescenti (tra i 13 e i 17 anni) che fumano, usano anche le sigarette elettroniche.”

Vengono menzionati inoltre nuovi prodotti, come quelli della Puff Bar, che grazie al loro aspetto innocuo, alla possibilità di poter scegliere il sapore della “sigaretta” e il vantaggio di poterne fare uso senza essere notati perché, a differenza delle sigarette tradizionali, non producono fumo, risultano essere estremamente allettanti per la fascia più giovane.

“Questi prodotti inducono dipendenza da nicotina nei giovani che li assumono, ma (e questo è molto preoccupante), sia sigarette elettroniche, sia tabacco orale, sia snus, vengono percepiti come meno dannosi rispetto alle sigarette tradizionali (...) parrebbe addirittura che ci siano giovani che riescono a fumare in classe”.

Ermotti-Lepori chiede dunque se il Consiglio di Stato sia al corrente della pericolosità di questi nuovi prodotti, in particolare per i giovani; se vi sia un progetto di sensibilizzazione per i docenti; e se il Dipartimento abbia una strategia rivolta alle scuole

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