
Non potevano essere che loro - i ratti - a dare il benvenuto ai delegati svizzeri dell’UDC riuniti oggi in assemblea a Lugano per discutere dei rapporti tra Confederazione e Unione europea. Un'occasione ufficiale per portare all’attenzione del partito nazionale quelle che sono le tematiche e i problemi del Canton Ticino. Lo ha fatto nel suo discorso d'apertura il presidente Pierre Rusconi, passando in rassegna quelli che sono i temi caldi del partito: i frontalieri, i rapporti economici e finanziari con l’Italia, e la criminalità in ascesa. Ma per arrivare a un vero cambiamento in questo Cantone, ha detto Rusconi, prima di tutto c’è bisogno di una rivoluzione alle urne: “Il Ticino da 100 anni è retto dal partito di maggioranza relativa PLRT. Un partito che in Ticino è passato dalla destra alla sinistra, un socialismo mascherato che inganna i suoi elettori. Ne avete un esempio a livello nazionale, il senatore Dick Marty, la punta dell’iceberg del vero volto del partito liberale ticinese. Il partito di maggioranza ticinese è allo sbando e pur di mantenersi aggrappato al potere ha unito massoneria e CL, due associazioni in contrasto etico e religioso. L’attacco che UDC e Lega gli stanno portando è dettato dalla necessità di un cambiamento. Una rivoluzione alle urne, questo è quanto auspichiamo per poter provocare un cambiamento in questo Cantone economicamente moderno ma politicamente feudale” Un attacco diretto al PLRT. Sennonché alcune delle tematiche denunciate dai ratti - come i frontalieri, ma anche la questione del raddoppio del Gottardo - sono esclusivamente o quasi di competenza federale. In questo senso, rafforzare il già ottimo rapporto tra la sezione ticinese e l’UDC nazionale non potrà che giovare al Canton Ticino, ribatte Rusconi. Anche perché – ha commentato il consigliere Ueli Maurer – “a Berna non si ha ancora capito che i problemi in Ticino sono davvero più gravi che nel resto della Svizzera. L’UDC è pronta a battersi per i problemi del Ticino”. Con un consigliere nazionale della sezione ticinese alle prossime elezioni federali sarà ancora più semplice, aggiunge il deputato Marco Chiesa: “Abbiamo compattato la destra, cosa che la sinistra non è riuscita a fare. Ad aprile vogliamo crescere la nostra presenza in Parlamento. Ma il vero obiettivo rimangono le federali. vogliamo portante un rappresentate dell’UDC Ticino al nazionale perché è importante che i ticinesi abbiano voce nel gruppo parlamentare più importante della Svizzera”.
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