
Si è tenuto ieri sera il Comitato cantonale dei Verdi, durante il quale si è discusso dei temi in votazione il prossimo 14 giugno, ma soprattutto della composizione delle liste per le elezioni federali di ottobre e di eventuali alleanza con la sinistra.
Non sono ancora state prese decisioni definitive. È possibile che Sergio Savoia si candidi sia per gli Stati che per il Nazionale, mentre per quest'ultima camera sembrano essere quasi certi i nomi di Francesco Maggi, Franco Denti, Elisabetta Gianella, Michela Delcò Petralli e Tamara Merlo. Mancano ancora due nomi, che secondo quanto dichiarato da Savoia a La Regione potrebbero essere dei nomi nuovi, da far conoscere in vista delle elezioni comunali del 2016. Savoia ha inoltre ribadito che dal PS non è giunta alcuna proposta di collaborazione e che non saranno di certo i Verdi a fare l'eventuale primo passo. "Se qualcuno chiederà di incontrarci, lo incontreremo" ha tagliato corto il coordinatore dei Verdi.
Ma a tenere banco tra i Verdi, più che le discussioni in vista delle elezioni federali, è ora una lettera infuocata inviata a Sergio Savoia da 18 membri del partito, di cui riferisce oggi il Corriere del Ticino.
Capitatanati dall'ex deputata Greta Gysin, i Verdi arrabbiati chiedono che si possa discutere di quanto accaduto negli ultimi mesi "con acume e senza preclusioni" e che "si abbia il coraggio di correggere la linea e lo stile politico" del partito.
I 18 Verdi arrabbiati sostengono che la riconferma di Savoia alla testa del partito sia stata "acritica e affrettata" e che in ogni caso a decidere avrebbe dovuto essere l'assemblea e non il comitato.
I firmatari della missiva scrivono di voler continuare a impegnarsi politicamente, ma di volerlo fare in un partito "che sappia imparare dai propri errori e accogliere con favore, non solo a parole, anche posizioni divergenti." Altrimenti minacciano di lasciare i Verdi del Ticino.
Da ultimo i 18 Verdi arrabbiati lanciano una provocazione: "Se la sezione ticinese vuole proseguire su questa linea, allora si stacchi dal partito nazionale."
Seguono, con "Verdi saluti", le firme della già citata Greta Gysin e di Simona Arigoni Zürcher, Usman Baig, Danilo Baratti, Rolando Bardelli, Raffaella Castellari, Gianni Cattaneo, Andreas Cerny, Massimo Collura, Ronnie David, Monica Delucchi Di Marco, Erika Frank, Mélanie Gai, Kaj Klaue, Stefan Krebser, Thomas Ruckstuhl, Mattias Schmidt e Tania Taddei.
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