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Ticino
Dumping, Pronzini: «Se non si mette un argine questa situazione continuerà»
Red. Online
11 ore fa
Il deputato Mps dopo la bocciatura dell'iniziativa del suo partito: «Consiglio di Stato, associazioni padronali e partiti di destra hanno tentato, come sempre, di vendere fumo».

«Abbiamo cercato di mettere al centro del dibattito la questione di una riduzione generalizzata degli stipendi che sta avvenendo e di una notevole discriminazione salariale tra uomo e donna. Sono temi che coinvolgono tutta la popolazione e noi avevamo una proposta molto chiara e semplice: bisogna controllare queste leggi». Esprime rammarico il deputato Mps Matteo Pronzini per la bocciatura dell’iniziativa lanciata dal suo partito per contrastare il dumping salariale. «Il Consiglio di Stato, le associazioni padronali e i partiti di destra hanno tentato, come sempre, di vendere fumo. In realtà non si fa nulla. E questa situazione, se non si mette un argine, continuerà».

Una lotta che continua

A votare sì «sono stati soprattutto giovani che devono partire da questo cantone perché non trovano lavoro, donne che quotidianamente subiscono discriminazione salariale, interi settori che ogni giorno si vedono fare proposte per peggiorare le condizioni di lavoro». Ecco, «noi, con questa nostra iniziativa, siamo riusciti a entrare in contatto con questi settori». La situazione «è inaccettabile e dall'altra parte le forze maggiori che dirigono questo Cantone di fatto non hanno fatto nulla, altrimenti non si capirebbe perché negli ultimi vent'anni gli stipendi hanno continuato a diminuire». La difesa delle condizioni di lavoro e il contrasto alla discriminazione uomo-donna «fanno parte del DNA del Mps e le porteremo avanti. Lo stiamo facendo quotidianamente e continueremo a farlo sia all'interno del Legislativo che al di fuori di esso».

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