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Ticino
Dumping nelle agenzie di viaggio
Redazione
11 anni fa
Il 36,5% degli stipendi è al ribasso. La Commissione tripartita chiede l'adozione di un nuovo CNL al Governo

Dalle inchieste del mercato del lavoro previste dalla pianificazione annuale 2015 stilata dalla Commissione tripartita (CT), è emerso che il 36,5% degli stipendi rilevati nel settore delle agenzie di viaggio (236 su un totale di 647) è al di sotto dei salari di riferimento. Tale risultato ha indotto la CT a proporre al Consiglio di Stato l'adozione di un nuovo contratto normale di lavoro (CNL) per questo specifico settore.

Nessun caso di grave e ripetuto dumping salariale è invece emerso nel settore degli ottici. L'Ufficio dell'ispettorato del lavoro (UIL) ha controllato tutte le aziende del settore con almeno dieci dipendenti, essendo le aziende al di sotto di questa dimensione già sottoposte al CNL della vendita al dettaglio. "Poiché nessuno tra i 161 lavoratori rilevanti per l’inchiesta ha fatto registrare un salario inferiore al minimo di riferimento" si legge nella nota del DFE,"la procedura di valutazione del dumping da parte della CT è da considerarsi terminata".

Per quanto riguarda il prestito di personale nelle aziende con una massa salariale inferiore ai 1,2 milioni di franchi è stato rinnovato il CNL che sarebbe scaduto il prossimo 30 settembre. "Benché non siano state ravvisate infrazioni ai minimi salariali previsti dal CNL" scrive il DFE, "la CT ha ritenuto opportuno proporre il prolungamento del CNL, al fine di scongiurare una nuova pressione al ribasso dei salari in questo settore".

Richiesta di un incontro con il Governo

Alla luce dell'aumento di CNL adottati in Ticino e dell'eventualità di confrontarsi con decisioni di rinnovo, la Commissione tripartita ha scritto al Consiglio di Stato per chiedere un incontro di discussione. "Una delegazione della CT potrà così portare all’attenzione dell’autorità politica il proprio punto di vista tecnico su alcuni aspetti legati all’applicazione e all’utilizzo dei CNL, favorendo così un ampio scambio di opinioni su uno strumento fondamentale nella lotta al dumping salariale".

Esito del ricorso al TF contro il CNL per il prestito di personale 

Un ricorso inoltrato da tre aziende contro il CNL emanato dal Consiglio di Stato per il settore del personale a prestito (limitatamente ai rami economici esclusi dal CCL settoriale, ossia l'industria chimico-farmaceutica, meccanica, grafica, orologiera, alimentare e dei generi voluttuari, nonché le aziende dei trasporti pubblici) è stato parzialmente accolto dal TF. Questo nella misura in cui dal CNL in vigore dovranno essere esclusi due rami (settore orologiero e settore dei trasporti) in cui non era stata riscontrata una grave e ripetuta situazione di dumping salariale. 

La sentenza ha però integralmente confermato la validità dei principi cardine dell’azione della CT, precisa ancora il DFE. In particolare, per quanto riguarda la procedura di conciliazione (o tentativo d’intesa. Il TF sostiene che “le autorità ticinesi non hanno ecceduto nel loro potere di apprezzamento nel ritenere che l’intesa con i datori di lavoro non fosse possibile o, perlomeno, che si potesse escludere a priori che l’intesa potesse essere raggiunta in soli due mesi”, essendo stata riscontrata a suo tempo una situazione di dumping in 15 aziende oggetto dell’inchiesta.

Alla luce della citata sentenza, per il prestito di personale nel settore orologiero, sarà quindi vincolante – a partire dalla sua entrata in vigore il 1° luglio 2015 – il relativo CNL settoriale, il cui salario minimo di 18,75 franchi orari è leggermente superiore a quello previsto dal CNL per il personale a prestito. 

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