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Ticino
"Due salametti, una figuraccia"
"Due salametti, una figuraccia"
"Due salametti, una figuraccia"
Redazione
11 anni fa
Non si placa la polemica sul regalo del Consiglio di Stato. "Profondo imbarazzo alla cancelleria dello Stato"

Era prevedibile la polemica sui salametti regalati dal Consiglio di Stato ticinese ai colleghi degli altri Cantoni svizzeri per invitari a sostenere il raddoppio del San Gottardo in occasione della votazione del prossimo 28 febbraio.

E in effetti è andata così. Subito, già venerdì dopo l'annuncio del regalo da parte del presidente Norman Gobbi, sui blog e sui social network si sono scatenate le critiche nei confronti della mossa del Consiglio di Stato. C'è chi l'ha ritenuta simpatica, ma la stragrande maggioranza dei commentatori non ha esitato a definirla una "figuraccia".

Proprio il termine scelto dal caporedattore cantonale del Corriere del Ticino Gianni Righinetti per titolare il suo editoriale di oggi, "Due salametti, una figuraccia".

Righinetti esordisce ricordando che l'idea dei salametti è del presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il quale ha precisato che si tratta di un'operazione a costo zero, ovvero che non è stata finanziata da noi ticinesi con le nostre imposte.

L'editorialista ricorda in seguito che in Ticino le polemiche sono all'ordine del giorno, su qualsiasi argomento. "Verrebbe da dire che non è il caso di stupirsi che il Ticino sappia dividersi anche su un comune salamino, un'idea che in potenza poteva anche essere simpatica, ma che definire "tentativo di corruzione" come si poteva leggere in numerosi post sui social media pare davvero esagerato" scrive Righinetti. "Con un salamino si prende per la gola il destinatario, magari si riesce anche a strappargli un sorriso o una risata, ma pretendere di riuscire a corromperlo pare un tantino eccessivo."

Righinetti paragona poi i salametti agli innumerevoli gadget elettorali rifilati dai candidati in occasione delle elezioni cantonali o federali del 2015, la cui destinazione, "presto o tardi", è il cestino.

Ma più che nell'entità del regalo, i salametti, l'editorialista considera che la figuraccia sta nei grossolani errori di ortografia che lo hanno accompagnato, ovvero la parola "Svizzera" scritta sbagliata in romancio e lo svarione sui due tubi in tedesco. "Sembra un po' di vivere la realtà che noi ticinesi vediamo spesso quando viaggiamo in Svizzera, ma anche solo leggendo le pubblicità o acquistando un prodotto in un negozio" scrive Righinetti. "Molti ricorderanno la confezione di un grande magazzino con scritto "Burro per arrostire svizzeri", un articolo andato a ruba dai collezionisti di gaffe."

"Il volantino cantonticinese ha conosciuto una diffusione meno ampia del celebre burro per friggere cosce di pollo" riconosce Righinetti, prima di concludere: "Alla cancelleria dello Stato, che vivrà certamente una situazione di profondo imbarazzo, non resta che augurare migliore sorte per il futuro, dato che qualche consigliere di Stato è davvero scocciato per essere ormai soprannominato come un gustoso insaccato. Non è molto simpatico rimediare una figuraccia nazionale per due salametti."

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