
In due anni, tra il marzo del 2004 e il marzo del 2006, ha bruciato oltre due milioni di franchi. Ha svuotato, poco per volta, la cassa della Grassi Oil di Mendrisio, azienda di combustibili di cui era direttore. Azienda che ora, a causa di quel buco è fallita, lasciando a casa una quindicina di dipendenti. Di fronte al giudice Claudio Zali, l’ex direttore della Grassi Oil, Egidio Pianetti, 56 anni, dovrà rispondere giovedì prossimo, 5 marzo, di ripetuta appropriazione indebita per i due milioni sottratti, di amministrazione infedele per circa 70mila franchi e di falsità in documenti. Degli oltre due milioni prelevati da Pianetti non si è trovato un solo franco. L’accusato sostiene di averli spesi tutti. In beni voluttuari, recita l’atto d’accusa firmato dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi. In realtà, quei soldi, Pianetti li ha bruciati in serate nei night, profumi e vestiti da mille e una notte, e in donne. In prevalenza ragazze dell’est. A una di loro ha perfino regalato un appartamento in Russia. Altri soldi, più o meno 200'000 franchi, li ha persi al casinò. Pianetti, che lavorava alla Grassi Oil da una trentina d’anni, era un personaggio noto nel settore dei prodotti petroliferi, essendo presidente di Swissoil, l'associazione professionale che riunisce le aziende del settore. Fu arrestato il 4 marzo di tre anni fa mentre era ricoverato in clinica, dopo che l'azienda aveva sporto denuncia tramite il proprio avvocato, Filippo Ferrari. Pianetti è difeso dall’avvocato Carlo Steiger. Nei suoi confronti è stata effettuata una perizia psichiatrica che attesta una scemata responsabilità. Il processo si terrà alle Correzionali di Mendrisio. [email protected]
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