
Amara sorpresa per gli affiliati al sindacato VPOD, con l’inizio dell’anno nuovo. In un momento di lotta per difendere gli impiegati statali dalla scure dei tagli di salario, il sindacato ha pensato bene di renderli partecipi. E in che modo? Riversando su di loro le spese sostenute. Due franchi in più per tuttiPer tutti gli affiliati dal 1° gennaio 2013 la quota è infatti aumentata di due franchi, indistintamente dalla categoria salariale. Un incremento che per chi gode di un buon salario ammonta al 3,7%. Ma che risulta addirittura del 13,3% per chi invece racimola pochi soldi a fine mese. Un aumento, come vedremo in seguito, di cui non tutti i soci sono ancora a conoscenza. Deficit importanti“Purtroppo è da un po’ di anni che ci sono dei deficit importanti” spiega il segretario cantonale Raoul Ghisletta. “Ci siamo trovati di fronte a due alternative: o aumentare le quote, o licenziare due persone. E il comitato ha optato per la prima. Non sarebbe un bel segnale se un sindacato licenziasse…” Attività in crescita“Il nostro comitato ragiona in termini di militanza” prosegue Ghisletta. “È un momento difficile e ci sono molte lotte da condurre. La attività sindacali non diminuiscono, anzi, e per queste non riceviamo né sussidi né fondi. E l'ultimo aumento risaliva al 2008.” Aumento percentuale, "complicato"Un aumento percentuale secondo le fasce di reddito "sarebbe stato complicato”, secondo Ghisletta, che ci fa notare come le quote del VPOD siano già molto differenziate se paragonate a quelle di altri sindacati. “Chi guadagna bene paga più del doppio di chi guadagna meno. Un aumento di due franchi, comunque, equivale a un caffè al mese.” Non tutti lo sannoAumento di cui però non tutti i soci sono ancora a conoscenza, malgrado abbia effetto già dal 1° gennaio scorso. “L’invio della comunicazione, nella quale spieghiamo bene i motivi che hanno reso necessario l’aumento, richiede tempo” afferma ancora Ghisletta. “Sono oltre 5000 lettere. I primi invii sono partiti settimana scorsa e comunque entro fine mese tutti i nostri soci l’avranno ricevuta.” Un anno per la disdettaCerto, se qualche affiliato non gradisse la notizia, può sempre dare la disdetta. Ma la stessa sarebbe valida solo a partire dal 2014. “Per uscire dal sindacato occorre dare la disdetta entro giugno per l’anno successivo. Quindi sì, se qualcuno inviasse la disdetta oggi, potrebbe uscirne solo per gennaio 2014. Ma per il momento non abbiamo ricevuto segnali in tal senso. Penso che tra i lavoratori vi sia ancora un certo spirito di solidarietà.” Pochi pagano, tutti sono difesiGhisletta spiega poi come il problema nel difendere gli impiegati statali e parastatali è il basso tasso di affiliazione. “Nello Stato il tasso di sindacalizzazione è circa del 10%, più un altro 10% che fa capo all’OCST. Nell’edilizia, tanto per fare un paragone, è dell’80%. Eppure noi, con le quote di questo 10%, facciamo beneficiare tutti del nostro lavoro. Come si è visto nelle trattative sul Preventivo. Il Governo voleva tagliare tutti i salari sopra i 20'000 franchi ma grazie al nostro lavoro è stato deciso di tagliare solo quelli superiori ai 65'000 franchi. Sono quindi tantissimi gli impiegati che hanno approfittato del nostro lavoro pur non pagando le quote.” [email protected]
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