
I due curdi iracheni di 42 e 35 anni, giunti in Ticino all'inizio degli anni Duemila dove tuttora vivono con le famiglie e un permesso di dimora, hanno raggiunto il nostro Paese attraverso peripezie degne di un film. Nascosto in un camion l'uno, aggrappato sotto ad un altro camion l'altro.
Ieri sono comparsi dinanzi alla Corte delle Assise correzionali di Mendrisio presieduta dalla giudice Rosa Item.
Per le traversate, come riportato dal Corriere del Ticino, hanno sborsato tra i 10'000 e i 12'000 dollari a coloro che si sono occupati del viaggio. A farli finire ieri in aula, tuttavia, è stata la scelta fatta anni dopo, ossia quella di trasportare clandestinamente, tra il 28 gennaio e il 6 marzo del 2017, 14 loro connazionali, comprese famiglie con bambini, attraverso la Confederazione fino alla Germania.
I reati che il procuratore pubblico Paolo Bordoli imputa loro sono quelli di usura aggravata per mestiere e di infrazione aggravata alla Legge federale sugli stranieri, incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegale. La questione centrale è però l'espulsione, ha spiegato l'accusa, prevista in reati come questi quando commessi da stranieri.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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