
Due condanne e due proscioglimenti. Il procuratore pubblico Moreno Capella ha chiuso così l’inchiesta sul devastante inquinamento che provocò il 18 agosto scorso la morte di migliaia di trote nella Lavizzara. Uno dei più gravi mai accaduti in Ticino. Il disastro ambientale venne causato dall'immissione di residui di ammoniaca provenienti dalla pista di ghiaccio di Prato Sornico in un tratto di fiume di circa due chilometri e mezzo che scorre sotto il paesino. Capella ha condannato con due decreti d’accusa coloro che sono stati ritenuti responsabili dell’inquinamento. Si tratta di condanne tramutate in pene pecuniarie sospese con la condizionale, per il reato di violazione della legge federale sulla protezione delle acque. E di multe che, comprese le spese, ammontano a 900 e 700 franchi per i due accusati. Multe che, nell’ambiente dei pescatori vengono però ritenute irrisorie. Il procuratore Capella non è entrato nel merito del risarcimento chiesto dall’Ufficio caccia e pesca in ragione di 75mila franchi. E nemmeno in quello chiesto dalla Federazione pescatori (5'000 franchi), Federazione alla quale non è stato riconosciuta la veste di parte civile. La Divisione dell’ambiente, quindi il Dipartimento del territorio, ha così deciso di ricorrere contro i decreti d’accusa, chiedendo di considerare anche il reato di violazione delle legge sulla pesca, che, stando alle prime indiscrezioni, consentirebbe di ottenere il risarcimento richiesto. emmebi
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