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Ticino
"Due artigiani svizzeri su tre lavorano in nero"
Redazione
12 anni fa
La Repubblica dedica un articolo all'edilizia in Svizzera. "E poi alzano barricate contro i padroncini italiani..."

"Due artigiani su tre lavorano in nero, in Svizzera evasione fiscale al 7,5% del PIL". È il titolo di un articolo pubblicato dal quotidiano italiano "La Repubblica", nel quale viene affrontato il tema del lavoro nero nel nostro Paese.

Il tutto partendo da uno studio del SonntagsBlick, che ha chiamato numerosi artigiani svizzeri spacciandosi per cliente e chiedendo di eseguire un lavoro senza fattura.

Su 32 artigiani contattati tramite il sito renovero.ch, ben 23 hanno accettato l'offerta, ovvero il 72%.

Un risultato ben poco lusinghiero, per il nostro Paese, che secondo La Repubblica "non fa altro che confermare l'esistenza di una concorrenza senza quartiere in Svizzera, nel settore dell'edilizia."

Il quotidiano italiano presenta poi alcuni esempi di corsa al ribasso, con artigiani che rilanciano offerte a prezzi sempre inferiori.

Deducendo così che "nel loro piccolo, insomma, anche gli svizzeri, se possono, sembrano preferire l'arte di arrangiarsi senza troppe complicazioni, alla faccia del fisco."

Nell'articolo vengono poi ricordati i casi del consigliere nazionale UDC Hans Fehr, che ha impiegato per lungo tempo una richiedente l'asilo serba senza permessi, e quello della procuratrice pubblica ticinese Valentina Item, anche lei in quota UDC, dimessasi dopo il fermo da parte delle Guardie di confine della colf filippina che impiegava in nero nella sua casa di Breganzona.

La Repubblica ricorda infine che il lavoro nero in Svizzera vale circa 40 miliardi di franchi all'anno, ovvero il 7,5% del PIL. "E poi, paradossalmente" conclude il quotidiano italiano, "nei Cantoni di frontiera come il Ticino si alzano barricate contro i padroncini italiani, accusati di rubare il lavoro ai colleghi svizzeri, con prezzi stracciati".

Per leggere l'articolo di Repubblica (nella versione online) clicca qui.

Per leggere l'articolo del Sonntagsblick (in tedesco) clicca qui.

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