
È il secondo grave fatto di sangue in pochi giorni a Lugano. Poco prima delle 2 di questa notte, un 19.enne afghano residente nella regione è stato ferito con un'arma da taglio in via Pelli, nei pressi del Consolato italiano. Soccorso dalla Croce Verde e trasportato in ospedale, il giovane versa in gravi condizioni e la sua vita è in pericolo. Il presunto aggressore, un 20.enne italiano domiciliato nella vicina Italia, è stato fermato poco dopo dalle forze dell'ordine. Nei suoi confronti le principali ipotesi di reato sono tentato omicidio e, in subordine, lesioni gravi e infrazione alla Legge federale sulle armi.
Un'abitante della zona ci ha raccontato di essere stata svegliata nel cuore della notte da forti urla, precisando che «non è la prima volta» che nella zona si verificano episodi movimentati durante le ore notturne.
L'inchiesta e il precedente di Ferragosto
A fare luce sulla dinamica e sui motivi dell'aggressione sarà l'inchiesta coordinata dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri. Elementi utili potrebbero arrivare anche dalle numerose telecamere presenti nella zona. L'episodio arriva a pochi giorni da un altro accoltellamento avvenuto in città. Nella notte tra il 14 e il 15 agosto era stato arrestato un altro 20.enne italiano, accusato di tentato assassinio per il ferimento con un'arma da taglio di un 24.enne iracheno. Le indagini dovranno chiarire anche se esista un'eventuale correlazione tra i due episodi.
Valenzano Rossi: «Una crescente violenza che preoccupa»
Due fatti di sangue ravvicinati che sollevano interrogativi sulla sicurezza in città. La municipale e capo Dicastero sicurezza Karin Valenzano Rossi ribadisce però che «Lugano resta una città sicura», pur senza nascondere la preoccupazione. «Purtroppo non siamo immuni da questi episodi di crescente violenza tra giovani e giovani adulti. È molto preoccupante. Sembra che alcuni utilizzino le armi senza grossi scrupoli, forse pensando di essere in un videogioco. È un fenomeno che per me rappresenta una preoccupazione importante».
Sull'eventuale legame fra i due accoltellamenti, la municipale invita invece ad attendere gli accertamenti degli inquirenti. «È la Polizia cantonale che sta portando avanti le indagini e sarà la magistratura a dirci se ci sono collegamenti tra questi episodi oppure no». Per Valenzano Rossi è però fondamentale che fatti di questa gravità abbiano conseguenze: «È importante che la magistratura dia seguito a questi gravi fatti di sangue e che ci siano delle sanzioni. Non deve in alcun modo passare il messaggio che a Lugano si possano accoltellare delle persone e che poi non accada nulla dal profilo della sanzione».
«Non necessariamente disagio giovanile»
In entrambi gli episodi colpisce anche la giovane età delle persone coinvolte. Il disagio giovanile è da tempo indicato tra le priorità della Polizia Città di Lugano, sia sul fronte della prevenzione sia su quello della presa a carico. Valenzano Rossi invita tuttavia a non sovrapporre automaticamente i due fenomeni. «Il disagio giovanile è un tema molto preoccupante ed è tra le nostre priorità, sia dal profilo della prevenzione sia da quello della presa a carico. Sappiamo che qualcosa si sta muovendo anche a livello cantonale».
Nel caso dei recenti accoltellamenti, però, secondo la municipale è ancora presto per parlare di disagio giovanile: «Non so se questi episodi debbano essere classificati in questo ambito. Sembrano piuttosto correlati ad altri tipi di criminalità. Saranno però la Polizia cantonale e la magistratura, se del caso, a esprimersi su questi fatti».

