
“Non credevo che la mia disponibilità scatenasse nel Partito socialista così tanta paura, così tanti timori, in alcuni, di perdere il potere”. Jacques Ducry commenta così il ritiro della sua candidatura agli Stati, aggiungendo, a scanso di equivoci, che la sua è una decisione in via “de-fi-ni-ti-va!”
Intervistato da La Regione, il diretto interessato non ha infatti mancato di dimostrare la sua profonda delusione per l'atteggiamento di alcuni socialisti, rivelatisi "persone conservatrici", e non tanto per quanto riguarda le "idee, ma i posti di potere."
Le ragioni del malcontento sollevato in seguito alla sua candidatura non sono infatti, secondo Ducry, da ricercare nei temi (peraltro in linea, tiene a sottolineare, con le posizioni dei socialisti, area progressista compresa), bensì nella “voglia di conservare certi posti di potere”.
Ducry, lo ricordiamo, era stato eletto come indipendente il 19 aprile scorso con un risultato personale dirompente. Un’idea che era nata per presentare una candidatura unitaria del fronte progressista delle sinistre, avallata dal Comitato cantonale socialista, che però non ha mancato di sollevare malumori e malcontenti. “Quella proposta – commenta Ducry – ha rivelato molte cose. Io non escludo che questa uscita dell’MpS sia stata ispirata da qualcuno all’interno del Ps, che ancora oggi non ha digerito la mia elezione in Gran Consiglio e soprattutto che sono stato votato dagli elettori socialisti”.
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