
I Verdi del Ticino prendono posizione sul Piano Cantonale delle Aggregazioni.
Ecco di seguito il comunicato stampa:
Verdi: aggregazioni sì, ma…
Pur riconoscendo in parte le potenzialità offerte dalle aggregazioni, i Verdi guardano con perplessità al Piano Cantonale delle Aggregazioni. I comuni non possono essere considerati solo mere entità economiche. Sono necessarie più garanzie per salvaguardare i servizi alla popolazione e proteggere il territorio da cementificazione e pianificazioni urbanistiche fallimentari.
Le aggregazioni hanno grandi potenzialità perché permettono una gestione più organica del territorio, maggiore professionalità nei servizi offerti e promuovono una maggiore collaborazione tra i vari attori. Soprattutto nelle Valli e negli agglomerati, le aggregazioni sono di vitale importanza: nelle Valli per poter creare delle realtà solide e funzionali mentre negli agglomerati per unire un tessuto urbano già esistente, rispondendo meglio alle esigenze dei cittadini, e per dare slancio alle regioni e al Cantone.
Per i Verdi, un aspetto positivo del Piano è la volontà di ristabilire un nuovo equilibrio tra piccoli e grandi comuni. Il potere economico e politico acquisito da Lugano e Mendrisio stravolge gli equilibri istituzionali a livello cantonale. La crescita illimitata degli agglomerati pone un rischio: la loro fame di nuovo territorio rischia di fagocitare e cementificare i comuni limitrofi, creando poli urbani sovradimensionati con scarsa attenzione alla qualità di vita dei cittadini.
Il Piano Cantonale delle Aggregazioni, però, solleva anche diversi dubbi.
I comuni non sono aziende
Si dice che non di solo pane viva l’uomo. Essenzialmente incentrato su un approccio economico, il Piano tralascia aspetti importanti, tra cui il senso di appartenenza del cittadino al proprio comune e la vicinanza tra istituzioni e cittadinanza. La qualità di vita si misura anche nella possibilità di assicurare servizi decentralizzati per tutta la popolazione, compresi giovani e anziani, garantendo una pianificazione attenta alla mobilità e alla protezione del territorio.
Il cittadino non è un semplice cliente dell’azienda “comune” ma è l’attore protagonista del processo democratico. Non si può dimenticare che oltre al ruolo economico che rivestono, i comuni sono il primo contatto tra il cittadino e l’istituzione. Lo sfilacciamento delle reti sociali a livello comunale, con la conseguente nascita di comuni dormitori, non può essere la giustificazione per premere l’acceleratore nella speranza che comuni più grandi possano colmare questo vuoto.
Definire con chiarezza il ruolo di Cantone e comune
Le responsabilità e il ruolo di Cantone e comuni non sono definiti con chiarezza. In passato, la latitanza del Cantone e una mal gestita autonomia comunale hanno causato veri e propri scempi a livello pianificatorio, sia da un punto di vista della mobilità (vedasi Pian Scairolo), sia della protezione del territorio e delle acque, con gravi casi di inquinamento come il Pozzo Polenta a Morbio Inferiore oppure il rogo del deposito abusivo di copertoni sul Piano di Magadino.
Secondo i Verdi deve essere introdotta una pianificazione regionale seguendo il modello attuato nel Canton Neuchâtel. Lo sviluppo urbano, dei trasporti, la protezione del paesaggio e le aree industriali necessitano una visione su scala regionale e non solo comunale, perché gli spazi funzionali superano i confini comunali, anche in un Ticino con meno comuni. Il Cantone dovrà quindi coordinare meglio questi aspetti ed avere maggiori competenze nella pianificazione regionale.
Al centro il cittadino e il territorio
Il Cantone ha presentato un Piano ambizioso, forse un po’ troppo. Le tempistiche previste sembrano irrealizzabili per la posta in gioco. Pur riconoscendo in parte le potenzialità offerte dalle aggregazioni, i Verdi auspicano ricevere maggiori risposte e garanzie. Non basta un piano di ristrutturazione aziendale. In ballo c’è la qualità di vita dei cittadini e il futuro del territorio ticinese.
Per i Verdi del Ticino
Elena Bacchetta
membro della Commissione speciale delle aggregazioni dei Comuni
Francesco Maggi
capo del gruppo parlamentare dei Verdi del Ticino
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