
L’anno scorso in Ticino 179 persone sono state ricoverate in un pronto soccorso dell'Ente ospedaliero cantonale a causa di intossicazione acuta da droghe. Lo rivela la prima analisi del fenomeno coordinata dal Cantone e presentata oggi a Bellinzona.
Un dato oggettivo che, ha sottolineato il ministro della sanità Paolo Beltraminelli, è importante per avere un'azione politica che sia "rispettosa della salute delle persone."
Lo studio ha infatti permesso di fornire un quadro, seppur parziale, dell’abuso di droghe in Ticino. Sul podio troviamo cannabis e cocaina. Mentre non si sono contati casi dovuti alle cosiddette nuove sostanze psicoattive. "Questa è una grossa differenza da altre regioni europee" ha rilevato Alessandro Ceschi, direttore dell'Istituto Scienze Farmacologiche EOC. "Una situazione paragonabile ad altre regioni svizzere dove le intossicazioni da nuove sostanze sono singoli, rari casi."
Da notare che comunque nel 38% dei casi sono state necessarie anche delle cure stazionarie. 36 pazienti sono poi stati trasferiti alla clinica psichiatrica cantonale. E per oltre la metà di loro non era la prima volta.
I dati raccolti hanno anche permesso di rilevare una sorta di identikit delle persone coinvolte. "Sono giovani, maschi, tra 25 e 35 anni" evidenzia ancora Ceschi. "Non parliamo di uso di sostanze, ma di chi ha un'intossicazione."
Ora l’idea è proseguire con il monitoraggio dei dati. Obiettivo: orientare la politica sanitaria e preventiva cantonale. Non da ultimo, potrebbero rivelarsi utili per decisioni inerenti la depenalizzazione e la regolamentazione delle sostanze.
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