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Salute
Droga in Ticino, lo sguardo di chi tende una mano
© Zocchetti / Ticinonews
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Redazione
3 anni fa
La Polizia cantonale ha tracciato un bilancio sul consumo di droga in Ticino durante il 2022. Anche se il consumo di cocaina fra i giovani è in aumento, “la droga più in voga resta la cannabis”, ci conferma il direttore di Villa Argentina Mirko Steiner, il quale ha sottolineato però l’importanza di non dimenticarsi dell’alcol, “che purtroppo è dappertutto”.

Il quadro tracciato dalla Sezione antidroga della Polizia cantonale parla chiaro: nel 2022 le droghe maggiormente consumate in Ticino sono state la cannabis, la cocaina e l’eroina, con un totale di 1’222 denunce e diversi sequestri. Lo scorso anno, la sostanza ad essere stata maggiormente intercettata dalle autorità è risultato essere l’hashish, pari a 141kg rispetto ai 42kg sequestrati nel 2021. Dati che risultano anche al centro terapeutico Villa Argentina, il cui direttore Mirko Steiner ci ha confermato una certa e preoccupante stabilità nel forte consumo di cocaina. “La droga più in voga resta però la cannabis”, ribadisce Steiner, sottolineando però l’importanza di non dimenticarsi dell’alcol, “che purtroppo è dappertutto”.

Abbassamento dell’età

Oltre alla cocaina, alla cannabis e all’alcol a preoccupare c’è soprattutto il crack: “Questa droga di basso livello è un derivato della cocaina e stando ai dati notiamo purtroppo un abbassamento dell’età di chi lo consuma, creando di conseguenza una certa preoccupazione”. L’età si è abbassata, ma a rischiare di cadere nel circolo della droga c’è chi è più a rischio rispetto ad altri? Una domanda che gli esperti del settore, ci dice Steiner, si pongono da anni, ma a cui non sono ancora riusciti a dare risposta. “Quando noi andiamo a vedere la provenienza - come la situazione sociale, professionale e finanziaria - di una persona che è finita nella droga possiamo dire che è diagonale alla società: negli anni 70 la cocaina costava veramente tanto, al punto da sfiorare i 500 franchi al grammo, quindi in pochi se la potevano permettere”. Ma il costo, col passare degli anni, “è drasticamente diminuito, arrivando ad essere alla portata di molta più gente, giovani compresi”.

Cannabis VS cocaina

Se una volta era infatti solo la marijuana ad essere alla portata di tutti per il suo basso costo, oggi a farle concorrenza c’è, come detto, la polvere bianca, a cui vanno aggiunti i medicamenti e gli psicofarmaci, “spesso utilizzati dagli studenti per essere più performanti agli esami”, spiega Steiner. Quando si pensa a sostanze ‘sostenitive’, quindi consumate per essere più svegli, si pensa sempre solo alla cocaina, “ma non è corretto: bisogna pensare anche all’anfetamina ed è quindi importante preoccuparsi anche degli studenti che ne fanno uso”.

Sempre più crack fra i giovani

Cannabis, cocaina, anfetamina, ma non solo. Ad emergere fra la popolazione ci sono sempre più droghe nuove, come la ‘droga degli zombie’, che da qualche tempo sta allarmando gli Stati Uniti. In Ticino fortunatamente questo problema ancora non sussiste, ma bisogna iniziare a fare i conti con una sostanza che fino a poco tempo fa era quasi inesistente alle nostre latitudini: il crack. “Le mode nate negli Stati Uniti, come ad esempio il consumo della coca-cola, prima o poi arrivano in Europa, dove si adatteranno al tipo di sistema sociale”. A titolo d’esempio, la droga zombie che imperversa oltreoceano viene consumata anche in Russia, dove l’estrazione sociale è disperata, “ci sono persone poverissime e la comprano proprio perché costa pochissimo e i cui danni sono rilevanti a livello psichico, fisico e neurologico”. Tornando al crescente consumo di crack in Ticino, a preoccupare gli intervenenti c’è la rapidità con cui si diventa dipendenti. Se la cocaina crea una dipendenza psichica sul medio-lungo periodo, quella da crack è invece immediata, quasi paragonabile a quella dell’eroina, “con il rischio di imbattersi in immediati e pesanti danni cerebrali e neurologici, che vanno a incidere sulla concentrazione, sulla capacità di apprendimento, sulla memoria, eccetera”.

Un morto al mese per overdose

Ma a far riflettere non ci sono solo i danni fisici causati dal consumo di queste sostanze; ad allarmare ci sono soprattutto i decessi ad esse collegati: in Ticino parliamo di un morto al mese. “Nella seconda metà degli anni ’90 ricordo che si parlava di 400 morti per overdose all’anno. Erano anni in cui imperversavano le scene aperte e c’era il grosso problema dell’eroina, che come detto crea una dipendenza fisica estremamente veloce”. Anni che hanno poi visto arrivare la politica federale dei 4 pilastri, grazie a cui la problematica è stata indigata “al punto che i decessi legati alla droga erano scesi sotto i 200, circa 150-170 all’anno”. Anche se i dati non smettono di preoccupare, questa diminuzione significa che si sta lavorando nella giusta direzione.

Un aiuto concreto

Aiutare queste persone a uscire dal problema, ma in che modo? L’anno prossimo Villa Argentina festeggerà 40 anni come centro terapeutico, arrivando ad essere il centro residenziale più anziano. “Ci sono le antenne come servizio ambulatoriale, dove afferisce la domanda e dove vengono mandati, spesso dal proprio medico. Poi ci sono tutti i partner, compresi coloro che lavorano nella prevenzione e nella repressione, sempre seguendo la politica dei 4 pilastri. Si tratta quindi di un grosso e importante lavoro di rete”. Un tipo di lavoro fondamentale per permettere una certa continuità nel seguito di queste persone, evitando che restino sole ed escluse da questa rete di aiuti, con il conseguente aumento del rischi legati al consumo.

La pandemia ha influito

Questo rischio di disconnessione sociale si è accentuato in particolar modo durante il periodo pandemico. Anni che hanno lasciato una “lunga coda di disturbi che ha toccato soprattutto i giovani, incidendo negativamente sulla socializzazione, estremamente importante per gli adolescenti e gli studenti”. Rimanendo privi di connessione sociale, “i giovani hanno iniziato a far emergere le loro debolezze”.

Verso una legalizzazione della cannabis?

Tornando alla droga preferita dai ticinesi, quindi la cannabis, si parla di depenalizzazione e legalizzazione: proseguire con questo discorso potrebbe avere ancora senso? “Non è una droga legale: è depenalizzata per un uso personale e per una modica quantità”. La multa amministrativa legata al consumo di questa sostanza ha “tolto parecchio lavoro dalla parte penale, ma la cannabis per i minorenni non va comunque bene, perché danneggia lo sviluppo psichico e neurologico”. Per Steiner è quindi fondamentale fare molta attenzione, specialmente all’abuso in quanto “crea una certa dipendenza, non fisica ma psichica. In Svizzera stanno facendo dei test, una sperimentazione con delle persone che già la usano da tanto tempo, ma è comunque importante ricordare che con le piantagioni indoor il consumo diventa molto pericoloso perché il THC oltre il 20% risulta allucinogeno e bisogna quindi considerarla una droga con grossi rischi di una psicosi con la possibilità di finire all'ospedale psichiatrico”.