
Ci sarebbe un legame tra il presunto referente della ‘ndrangheta arrestato a Zurigo lo scorso maggio e sotto indagine da parte del Ministero pubblico della Confederazione poiché avrebbe cercato di fare arrivare 200 chili di cocaina dal Sudamerica e avrebbe trafficato armi e monete false, e il maxi-sequestro di droga di un anno fa in una villa a Pregassona. I trafficanti luganesi, ne ha riferito al RSI, avrebbero fatto pressioni sulla madre di una tossicodipendente, dicendole che la figlia aveva contratto ingenti debiti di droga, per costringerla a cedere sottocosto un appartamento di sua proprietà.
A questa vicenda avrebbe preso parte anche l’uomo arrestato Oltralpe, il quale attualmente non si trova più in carcerazione preventiva, che nega però gli addebiti. Era stato sentito almeno tredici volte dagli inquirenti federali e aveva fra l’altro dichiarato «di far parte in Svizzera di un gruppo di persone e che lui per questo gruppo si sarebbe occupato di mettere pace, ovvero che veniva chiamato quando avevano ‘casini’».

