
Non è la prima volta che al carcere cantonale La Stampa vengono scoperti detenuti che fanno uso di sostanze stupefacenti. Il caso emerso quest’oggi è il terzo registrato dal dicembre scorso. Poco prima di Natale infatti un detenuto era stato trovato con un tasso alcolemico elevato, mentre un altro a gennaio aveva fatto uso di droghe. Un fenomeno di cui bisogna preoccuparsi?
Nient'affatto ci risponde il direttore delle strutture carcerarie cantonali Stefano Laffranchini: “A fronte degli episodi occorsi, la lotta all’abuso di sostanze stupefacenti è diventata la priorità numero uno nel 2015. Infatti è passato qualche mese prima che si verificasse un altro episodio”.
“Non è che prima non accadessero questi episodi” ci spiega. “Ma più i controlli sono serrati, più casi emergono. In ogni caso riteniamo la situazione sotto controllo e ci accorgiamo subito se qualcosa non va. Certo evitare il fenomeno in maniera assoluta è difficile. Ma il controllo mirato e a scadenze regolari nei confronti della popolazione carceraria più a rischio, tramite etilometro e il controllo delle urine, si rivela molto efficace come misura”.
Su come la droga possa arrivare nella struttura carceraria ci sono diverse ipotesi, dai visitatori che entrano nella struttura ai detenuti che escono per un congedo. Ma infrazioni da parte del personale carcerario è un opzione che Laffranchini esclude. “È da 9 mesi che dirigo la struttura e ho completa fiducia nei dipendenti”.
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