
Fin dalle prime, frammentarie notizie giunte nel corso della notte, il dramma di Parigi ha toccato nel profondo il Ticino, provocando incredulità, solidarietà e tristezza. Messaggi di sgomento e cordoglio impazzano sui social network.
Su Facebook Filippo Lombardi: “Orrore e indignazione, ma soprattutto profonda pietà e solidarietà umana! Come ex-console di Francia a Lugano (1996-2000) esprimo il mio cordoglio e affetto al Popolo francese, a tutte le vittime, alle loro famiglie e ai loro amici. La civiltà non cederà alla barbarie.”
Il consigliere nazionale PPD Marco Romano esprime “Tristezza, preoccupazione e sgomento! Solidarietà e cordoglio. La violenza spietata e fanatica dell’essere umano ha colpito ancora brutalmente! Fermiamoci, riflettiamo e agiamo con fermezza sui principi che fondano la nostra storia! Non c’è solo Parigi, quotidianamente vengono compiuti massacri in tante realtà meno famose della Ville Lumière. L’isteria collettiva, l'irriducibile buonismo ideologico e Stati totalmente militarizzati non fermano questi biechi fanatici. Occorre chiedersi quale tipo di società vogliamo. E' uno scontro tra civiltà”.
“È davvero difficile, scriveva il deputato PPD Giorgio Fonio ieri sera, prendere sonno in questa tragica notte...”.
“Terribile!”, il semplice commento del socialista Ivo Durisch.
Mentre la deputata PLR Natalia Ferrara Micocci, nel giorno del suo compleanno, invita tutti al “CORAGGIO - di imparare, non di dimenticare. Non userò più il detto "il terrore di invecchiare". Perché il terrore, sempre più ne siamo consci, è quello di queste ore nella Ville Lumière e, purtroppo, in molte altre parti del mondo. L'alba di un nuovo giorno porta con sé speranza (…) Proprio perché troppo dolorose per un solo cuore, le difficoltà possono unire intere società. Con il coraggio di imparare, non di dimenticare”.
La deputata verde Tamara Merlo esprime “Grande solidarietà e ammirazione per tutte le persone che da ore stanno intervenendo per contrastare i terroristi, per portare soccorso, per confortare chi ha perso amici e famigliari”.
Mentre per l’ex coordinatore degli ecologisti Sergio Savoia “Chi oggi, di fronte a questo massacro, non condanna senza se e senza ma, senza ricorrere a giustificazionismi pelosi, a buonismi un tanto al chilo, questa violenza cieca, fanatica e islamista, è complice”.
“Non ci sono parole” commentava semplicemente la deputata PLR Giovanna Viscardi.
Gli fa eco l'ex pipidino e presidente dell'associazione "Amici delle Forze di Polizia Svizzere" Stefano Piazza: “Un’altra tragedia nel cuore dell'Europa compiuta da chi ha dichiarato guerra all'Occidente Cristiano-Giudaico. Lo Stato islamico prima di tutto è' molto Islamico e vuole la creazione del Califfato anche qui da noi. Siamo in guerra ma facciamo finta di non capire perché la parola guerra non ci piace. Al teatro Bataclan di Parigi mentre sparavano sulla folla inerme urlavano "Allah Akbar". Solo lì sono morti più di 100 giovani che volevano rilassarsi ascoltando della musica. Per mia e tua fortuna non ci sono i nostri figli tra le vittime ma questo è solo un caso. Non è terrorismo, è guerra. A questo fatto si risponde andando in Siria, Libia, Iraq nei territori occupati dal Daesh con la fanteria e massacrarli tutti. Arrestare i capi dell'Isis, processarli e giustiziarli in Arabia Saudita. In Europa elaborare un piano comune con alla testa gli italiani che sanno meglio di tutti cosa fare. Quindi reprimere con ogni mezzo chi attenta allo Stato. Terminare ogni obbiettivo. Così o continueremo a pagare il prezzo della nostra paura di pronunciare la parola guerra."
Per il democentrista Piero Marchesi “Oltre al cordoglio per le vittime di questa pazzia c'è poco da dire, se non che il terrorismo deve essere combattuto e neutralizzato impiegando tutte le forze possibili! Basta buonismo”.
Anche il sindacalista Giangiorgio Gargantini di Unia, esprimendo “Sgomento, rispetto e solidarietà” riflette: “Guardare soltanto il dito quando qualcuno ti indica la luna, è accusare le migliaia di donne, uomini e bambini che cercano rifugio in Europa di essere un pericolo, senza capire che arrivano "da noi" proprio per scappare da quello stesso pericolo che ieri è di nuovo, drammaticamente, arrivato nelle "nostre" strade. Come pensare che fare la guerra ad una religione nel nome di un altra sia la soluzione, come prendersela con il tuo collega di lavoro perché il padrone ti ha detto che è lui che ti ruba il lavoro”
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