
Complicità in omicidio intenzionale, e non assassinio come sostenuto dal procuratore pubblico Paolo Bordoli e stabilito, e dalla Corte delle Assise Criminali.
È questo il reato di cui la Corte d’Appello ha ritenuto colpevole Barbara Maiullari, che nell'ottobre del 2013, a Brissago, uccise un 30enne insieme ad un amico.
La donna accoltellò la vittima ad una gamba, permettendo all'amico di prendere il sopravvento nella lite scoppiata tra i due uomini. Per i giudici, come detto, non si trattò di assassinio. Mentre vengono confermati i reati di incendio intenzionale e turbamento della pace dei defunti.
Dai 12 anni di carcere inflitti in primo grado si è passati a 7. L’accusa, potrà rivolgersi al Tribunale federale. Lo riferisce la RSI.
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