
L'autore del delitto di Ascona era già noto al ministero pubblico. Il 54enne aveva infatti già minacciato la moglie con un coltello lo scorso 2 aprile.
Come anticipato dalla RSI, la polizia era intervenuta e in seguito un procedimento penale era stato aperto d'ufficio con i seguenti reati ipotizzati: coazione, minaccia, vie di fatto e ingiurie, anche in realazione a episodi precedenti.
A metà maggio la procura aveva emesso un decreto di non luogo a procedere, sostanzialmente per insufficienza di prove. In quell'occasione era stata archiviata anche la denuncia sporta dal marito contro la donna.
La separazione era ormai in atto e nonostante il divieto di avvicinarsi alla moglie, l'uomo continuava a seguirla. Poi i drammatici fatti del 23 giugno, quando il 54enne la uccise a colpi di pistola all'entrata dell'autosilo della Migros e cercò a sua volta di togliersi la vita.
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