
Dovremo imparare a convivere con il virus, alcune misure di igiene e di distanziamento sociale dovranno entrare nella quotidianità, dopo averlo spiegato ieri nella conferenza stampa cantonale, il capo area medica dell’EOC Paolo Ferrari ha rispiegato questo concetto al Tg di Teleticino di ieri sera. Ma oltre a imparare a convivere con il virus, dovremo capire (e dovranno farlo le autorità) capire come ritornare alla normalità, in particolare nei settori più delicati dal punto di vista epidemiologico, per esempio in quelle professioni dove vi è un contatto tra operatore e cliente. “In questi settori si potranno prendere misure di protezione personale, come le mascherine. Ma queste attività saranno probabilmente le ultime a essere reintrodotte. Se qualcuno pensava di andare dal parrucchiere settimana prossima rimarrà deluso”, ha detto Ferrari.
Misure allentate e diffusione del virusImportantissimo, ha sottolineato, sarà poi capire come si diffonderà il coronavirus una volta allentate le misure. “Qualcuno si ammalerà, qualcuno finirà in ospedale, questo ci permetterà di acquisire l’immunità di gregge in modo molto graduale”, ha spiegato. Ma bisognerà tenere sotto controllo il rischio di nuove ondate e sarà difficile prevedere quando tutto questo sarà finito. “Questo dipende da due fattori, da come saranno allentate le misure e da quando sarà trovato un vaccino. Prima sarà trovato un vaccino e prima avremo superato la cima”.
La scuolaAnche il capitolo scuola va studiato attentamente. “Se i genitori lavorano e i figli non potranno ritornare a scuola, la cosa più pericolosa sarebbe farli accudire dai nonni. Ma per la questione scuola bisogna pensare anche alle attività connesse, come i trasporti pubblici. Gli studenti utilizzeranno i trasporti pubblici e questo potrebbe mettere a rischio persone vulnerabili, anche non prendendo il mezzo contemporaneamente. A livello svizzero, un gruppo di lavoro si sta occupando delle possibili opzioni e sta cercando di trovare la raccomandazione più solida e plausibili per poter reintrodurre anche l’attività scolastica”, ha spiegato Ferrari, ricordando che “tutto andrà fatto gradualmente”.
Come il resto della SvizzeraPer il momento l’ipotesi più probabile per il Ticino è comunque allinearsi alle linee della Confederazione, meno rigide. “Questo ci permetterà di vedere se vi sarà una seconda ondata e l’ampiezza di questa. Il problema più grosso di questa malattia è la pressione sul sistema sanitario, in questa prima fase siamo stati in grado di gestirlo, ma se lasciamo andare adesso il cane nel pollaio rischiamo di avere grossi problemi”. Insomma, anche con misure allentate, sarà importante rispettare le norme importanti che saranno mantenute.
Tamponi e mascherineSolo calcolando i dati del laboratorio dell’EOC, Ferrari ha spiegato che in Ticino sono stati fatti 22mila tamponi per milione di abitanti, il doppio rispetto all’Italia, “ritengo che ne vengano fatti a sufficienza”. E tornando sul problema mascherine, Ferrari ha spiegato che la misura più importante è l’igiene delle mani. “Una persona si può contagiare anche senza contatti sociali, toccando una maniglia su cui vi è una gocciolina lasciata da un’altra persona e poi portandosi la mano al volto. La mascherina potrebbe anche dare un falso senso di sicurezza, facendoci abbassare la guardia sulla disinfezione delle mani”, ha chiarito.
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