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"Doveva essere una rimpatriata tra amici"
"Doveva essere una rimpatriata tra amici"
"Doveva essere una rimpatriata tra amici"
Redazione
9 anni fa
Parlano un amico e un testimone oculare sull'aggressione di Gordola: "I due non si conoscevano"

“Doveva essere una spensierata rimpatriata tra quarantenni. Eravamo insieme fino a qualche istante prima dell’aggressione. Sono uscito dal locale verso le 04.30 e l’ho trovato a terra privo di sensi”.

A parlare è Filippo, amico del 44enne colpito a morte da un 21enne di origini kosovare, ancora incredulo per quanto successo al di fuori della discoteca Rotonda a Gordola sabato mattina. 

Perché il 44enne di Genestrerio sia finito a terra, resta ancora un grande interrogativo. Chi conosce la vittima di persona e quella sera a Gordola era presente, è però pronto a giurare che i due non si conoscessero, né che avessero avuto un qualsiasi scambio durante la serata. Nessun alterco, nessuna discussione. Soltanto un pugno sferrato all’improvviso ai piedi della rampa che porta al locale, racconta un testimone oculare. L'aggressore sarebbe uscito dalla discoteca visibilmente arrabbiato e in stato alterato. Il 44enne non si sarebbe nemmeno accorto di lui. 

Subito fermato dagli addetti alla sicurezza, il 21enne avrebbe colpito anche un agente prima di essere portato via dalla polizia.

Le indagini coordinate dal procuratore pubblico Arturo Garzoni procedono nel massimo riserbo. E forse, anche grazie ai risultati dell’autopsia, le prossime ore saranno fondamentali per chiarire i contorni di un dramma che per i più resta ancora inspiegabile.

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino allegato 

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