
“Questa iniziativa è nata sette anni fa, ci spiega Emilio Scossa Baggi, capo della polizia scientifica. L’obiettivo principale è quello di spiegare ai giovani quale iter di formazione devono seguire per intraprendere la nostra professione. Vi è poi una parte pratica in cui mostriamo come lavoriamo”.
Ma chi si aspettava di trovare luci e riflettori, mezzi tecnici e infrastrutture moderne sarà rimasto sicuramente deluso. Le condizioni nelle quali lavora la scientifica sono note. C’è chi ha parlato di “tugurio”, gli stessi dipendenti parlano di “cantine”.
“Niente a che vedere con il telefilm CSI, commenta Scossa Baggi. I nostri problemi logistici sono noti. Siamo in condizioni alquanto precarie. Questo è il problema attuale del nostro servizio”
A dicembre la scientifica dovrà lasciare lo stabile ex commercio che verrà chiuso per consentire l’inizio dei lavori di ristrutturazione per la sede del tribunale penale federale. Ma dove andrà allora la scientifica la cui nuova sede vedrà la luce unicamente nel 2011?
“Non sappiamo ancora che fine faremo, risponde il comandante Scossa Baggi. Non è esclusa una sede provvisoria, che sarà una doppia tegola sul nostro capo da dover gestire. Questa è la grande difficoltà che dovremo affrontare prossimamente, un impegno da condurre parallelamente all’operatività che dobbiamo garantire. Gestire questo momento di transizione sarà per noi una grossa difficoltà. Inoltre, siamo ancora in attesa di avere delle notizie ufficiali su dove andremo a finire”.
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