
"Gran parte della politica ha trattato sin qui il dossier frontalieri come un medico cura un'influenza di stagione. Ci si dedica al problema solamente quando si manifestano i sintomi e nel restante tempo non ci si spende minimamente affinché gli stessi non appaiono più". Sono le parole di Sergio Aureli, responsabile frontalieri del sindacato ticinese Unia, che dalle pagine della Provincia di Como sottolinea che sono ormai passati due anni e mezzo da quando la Svizzera e l'Italia hanno parafato l'accordo fiscale, ma ancora manca la ratifica.
Aureli evoca quattro scenari possibili per i prossimi mesi, e pure un quinto, ovvero la mancata ratifica, con il conseguente mantenimento dello status quo. Ma solo una presa di posizione "puramente politica", sottolinea Aureli, "potrà portare i due Stati a trovare il giusto compromesso tra le richieste di parte svizzera e di parte italiana, auspicando una valutazione puntuale e precisa delle ricadute socio-economiche sulle aree di confine".
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