
I ticinesi hanno detto sì sia all’iniziativa socialista per il 10%, sia a quella leghista per dedurre integralmente i premi delle casse malati dalle imposte. Un doppio verdetto che esprime il malessere per il caro premi e per la pressione fiscale, ma che crea un evidente paradosso: più spesa pubblica e meno entrate in un Cantone già alle prese con conti fragili. È quanto sottolineano il Corriere del Ticino e La Regione nei loro editoriali odierni.
Il trionfo di due populismi speculari
Per Gianni Righinetti, sul Corriere del Ticino, la vittoria simultanea di PS e Lega è il trionfo di “due populismi speculari” che hanno saputo parlare alla pancia e al portafoglio dei cittadini. Il vero problema, scrive, non sono le entrate ma le uscite: il Ticino "vive al di sopra delle sue capacità" e il Preventivo 2026 metterà a nudo una realtà scomoda. Il Consiglio di Stato appare "fragile" e privo di una rotta, incapace di reagire con decisione e costretto a fare i conti con un freno ai disavanzi che limita ogni margine di manovra.
Il baratro finanziario solo un sintomo di inettitudine politica
Daniel Ritzer, su laRegione, vede invece nel voto un clamoroso schiaffo alla classe politica nel suo insieme, accusata di autoreferenzialità e credibilità zero. Per lui il temuto “baratro” finanziario è un "sintomo di inettitudine politica" e le autorità dovranno affrontare la radice del problema: l’"abnorme concentrazione della ricchezza", che richiede una redistribuzione più equa. Le iniziative popolari rappresentano per Ritzer il segnale di una popolazione esasperata che chiede soluzioni immediate, mentre il governo "temporeggia", con le iniziative che rischiano di venir applicate non prima del 2028. "Chi tra Consiglio di Stato e parlamento si assumerà la responsabilità di convergere verso una “quadratura del cerchio” nel bel mezzo della campagna elettorale prima delle Cantonali del ’27? Nessuno", risponde Ritzer.

