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Ticino
Doppia imposizione: va bene così
Redazione
15 anni fa
Widmer-Schlumpf ha spiegato che Berna non intende rivedere l’accordo sui frontalieri con l’Italia

Oggi nell’ambito dell’ora delle domande, la consigliera federale Evelyne Widmer-Schlumpf ha risposto al consigliere nazionale Norman Gobbi, che aveva chiesto se era intenzione del Consiglio Federale di rivedere l’accordo sui frontalieri con l’Italia, a fronte della situazione e dei recenti accordi stretti con l’Austria. "Sorprendentemente - si legge in una nota stampa odierna della Lega - e interponendo un refrain già sentito, la capo dipartimento delle Finanze ha risposto che il Governo non intende ridiscutere in quanto è parte dell’accordo di doppia imposizione con l’Italia. Orbene, visto che la situazione attuale e il quadro legislativo italiano sono ben differenti rispetto all’ambiente collaborativo di circa 35 anni or sono, la posizione del Governo dimostra come la Berna federale sia ben distante dal difendere gli interessi del Ticino e della stessa Confederazione". "Rileviamo infatti - aggiunge la Lega - come questo accordo sui frontalieri sia l’unico asse nella manica con l’Italia, la quale ha nel frattempo inserito arbitrariamente la Svizzera in una blacklist (senza reazione ufficiale del Consiglio Federale, come risposto oggi alla domanda del CN Cassis) e che il prezzo pagato è solo del Ticino. Il nostro Cantone continua infatti a pagare 50 Milioni all’Italia per il ristorno dei frontalieri, invece dei potenziali 18 Milioni se si applicasse l’aliquota concordata con l’Austria". La Lega dei Ticinesi "disapprova l’abulia del Consiglio Federale, che ritiene corretto che il Cantone Ticino paghi ben più del dovuto, senza che vi sia il ben che minimo beneficio (uscita dalla blacklist o il nuovo accordo sulla doppia imposizione che preservi la sfera privata dei clienti della piazza finanziaria)". E vista la situazione, la Lega "chiede il blocco immediato dei rimborsi sui frontalieri all’Italia, impostando una verifica presso i Comuni italiani di frontiera sui dati e sulla reale residenza dei frontalieri in questi Comuni, e restando in attesa che l’Italia tolga la Svizzera dalla sua ennesima blacklist".

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