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Mendrisiotto
Dopo un 2022 stabile, i Pompieri guardano con preoccupazione alla siccità
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
La scarsità d'acqua ha messo a dura prova l'operato dei pompieri momò, che ora deve fare fronte anche a un "incendio" politico legato alla competenza sul territorio del nuovo Comune di Val Mara.

Il comandante dei Pompieri del Mendrisiotto Corrado Tettamanti non ha dubbi: se deve individuare la questione che lo preoccupa di più il pensiero va subito alle "condizioni climatiche, con l'assenza del bene di cui necessitiamo maggiormente: l'acqua". Non è mistero che il distretto più a Sud del Ticino da mesi stia affrontando una crisi idrica e che la scorsa estate sia stata particolarmente grave. "La siccità del 2022 ha influito molto sulla nostra attività. Noi abbiamo istituito un contatto permanente con i fontanieri dei Comuni del comprensorio che presentano maggiori difficoltà idriche". Tettamanti ci spiega che, a cadenza settimanale, questi Comuni informavano il Centro Pompieri del Mendrisiotto (Cscpm) sul livello delle loro riserve d'acqua. "In caso di incendi sul loro territorio, i fontanieri erano sempre al nostro fianco". Una presenza garantita anche durante lo spegnimento durato tre giorni dell'incendio boschivo di Roncapiano, in Alta Valle di Muggio, nel pieno di una siccità estiva che ha messo a dura prova il Comune di Breggia. Il comandante dei pompieri momò guarda con fiducia all'arrivo dell'acquedotto a lago del Mendrisiotto, "ma per le zone boschive della nostra regione si dovranno costruire delle strutture apposite per garantire lo spegnimento di incendi".

Val Mara: Melide o Mendrisiotto?

A essere piuttosto surriscaldato è però anche il clima politico. A fare storcere il naso a Samuel Maffi, capodicastero Sicurezza di Mendrisio e presidente della Delegazione consortile del Cscpm, è una situazione alquanto insolita che avviene all'estremità Nord del territorio di competenza dei Pompieri del Mendrisiotto. Con la nascita di Val Mara, infatti, due terzi del nuovo Comune (Melano e Rovio) ricadono nel comprensorio del Cscpm, mentre il resto del territorio (Maroggia) è servito dal Corpo Pompieri di Melide, dipendente da quello di Lugano. Val Mara vorrebbe che l'intero territorio comunale passasse nel comprensorio di Melide. In questo senso, una richiesta è attualmente pendente di fronte al Consiglio di Stato. "Se proprio dobbiamo andare a modificare i comprensori - chiosa Samuel Maffi - è meglio estendere il nostro comprensorio sul quartiere di Maroggia". Melide è geograficamente più vicina al territorio del nuovo Comune, "ma sui due paesi che già serviamo non siamo secondi a nessuno. Ricordo che quello di Melide è un corpo di categoria B: per certi interventi dovrebbero arrivare i pompieri di categoria A di Lugano, che devono però scendere dalla zona della Resega".

Le cifre

Sulla questione Val Mara arriveranno delle risposte in futuro. Oggi i Pompieri del Mendrisiotto hanno però rivolto lo sguardo all'anno trascorso. Il 2022 ha visto un numero di interventi in urgenza sostanzialmente in linea con il 2021: i militi del Cscpm sono usciti 622 volte, 43 in meno rispetto all'anno precedente. "Il leggero calo del 2022 si spiega con la quasi assenza di eventi a catena, ovvero gli interventi dati da fenomeni estremi come forti temporali e che in poche ore ci fanno uscire anche diverse decine di volte", commenta Corrado Tettamanti. Nel 2022 il numero complessivo di ore di servizio è però aumentato di 1'095 ore, a 32'141 ore totali. Secondo Corrado Tettamanti, rispondere a questi numeri unicamente con i volontari è sempre più difficile. "È un problema soprattutto durante la fascia oraria diurna. In parte l'abbiamo affrontato e torneremo a farlo cercando di assumere due nuovi pompieri permanenti. L'anno scorso è capitato più volte che ricevessimo in contemporanea due o tre chiamate d'urgenza. Questo è un tema di cui occorre tenere conto".