
Ci sono nuovi sviluppi, per certi versi clamorosi, nell'inchiesta che vede al centro due pregiudicati lombardi, un 42enne del Varesotto e un 48enne del Comasco, arrestati lo scorso 13 gennaio in Francia.
Inizialmente il Ministero pubblico aveva spiegato che i due, dopo aver tentato il 5 dicembre scorso di rapinare la filiale Raiffeisen di Molinazzo di Monteggio, erano fuggiti all'estero. E in effetti si erano distinti l'11 gennaio a Innsbruck, dove avevano rapinato una banca, due giorni prima di finire in manette in Francia.
Ma ora gli inquirenti italiani hanno scoperto che nel frattempo, pur sapendo di essere ricercati, i due rapinatori erano tornati ancora una volta in Ticino. Più precisamente a Novazzano, dove il 20 dicembre presero di mira un distributore di carburante, tornando poi in Italia con un bottino di poco superiore agli 8'000 franchi.
Questo è almeno quanto riferiscono le agenzie di stampa italiane, secondo cui lo scambio di informazioni tra la Polizia giudiziaria di Luino, la Squadra Mobile di Bolzano e la Polizia austriaca ha consentito di stabilire che si trattasse ancora una volta degli stessi soggetti. Il Ministero pubblico ticinese, da noi contattato, si limita a dichiarare che il 42enne e il 48enne sono sospettati per la rapina di Novazzano, ma che allo stadio attuale dell'inchiesta non è ancora possibile affermare con certezza che siano effettivamente loro gli autori.
Nel frattempo i due rapinatori sono stati estradati dalla Francia all'Austria, dove sono attualmente detenuti.
AS
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