
Il sole è oggi tornato a farsi vedere nel Locarnese, mettendo in piena luce la situazione difficile in cui si sta trovando buona parte della popolazione. Tra tetti, facciate e lucernari, i danni sono impressionanti. Lattonieri e carpentieri della zona sono sommersi dalle chiamate, tanto che i privati non riescono a trovare assistenza professionale per coprire buchi e mettere in sicurezza tetti e abitazioni. Proprio per questo, in molti hanno puntato ad azioni fai da te, tanto che nei negozi c’è stato un vero e proprio assalto a telai e teloni per coprire buchi e veicoli.
Anche dal Mendrisiotto
I professionisti si spostano invece dall’intero Cantone, come il caso di Sergio e il suo team, arrivati dal Mendrisiotto a Ronco Sopra Ascona. "Non ho mai vito una cosa del genere in tanti anni di lavoro, siamo rimasti scioccati". Come Sergio ha potuto constatare, la grandinata non ha fatto distinzione. "Pensavamo che i tetti con le tegole più vecchie fossero quelli maggiormente danneggiati, invece abbiamo visto tetti recenti devastati allo stesso modo". Il carpentiere momò è giunto nel Locarnese su richiesta di clienti della zona: "Le carpenterie della regione sono tutte molto impegnate. Abbiamo deciso di venire qui perché la situazione è eccezionale".
Cocci pericolosi
Nel comune si lavora su quasi ogni tetto e tra le vie del paese bisogna fare attenzione a muoversi, in particolare se c’è vento. "È quasi più pericoloso ora", osserva Sergio. "Col vento dai tetti possono cadere dei cocci rotti, che se colpiscono la testa fanno male".
Tecniche di costruzione da rivedere?
Che sia una situazione straordinaria è chiaro, ma deve farci ripensare il modo in cui costruiamo le nostre case? Dovremmo ad esempio rinunciare ai lucernari? Secondo Matteo Pisoni, architetto con sede a Losone, "il lucernario può essere l'elemento che fa la differenza, soprattutto quando non si riesce a illuminare bene uno spazio dalle facciate. Credo che i lucernari resteranno nei progetti futuri, tenendo però conto di un possibile aumento di eventi atmosferici straordinari". Pisoni osserva che buona parte dei lucernari distrutti avesse "già una certa età e fosse fatto soprattutto di un materiale diverso rispetto a quelli odierni. Oggi si tende a fare dei lucernari con doppio o triplo vetro".

