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Dopo il successo delle cantonali, l'UDC punta alle federali: ecco gli obiettivi
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Il capogruppo Sergio Morisoli è stato incaricato di coordinare la commissione cerca, che vaglierà le candidature da sottoporre al comitato cantonale a giugno.

È un bilancio molto positivo quello stilato dall'UDC durante il comitato cantonale, avvenuto mercoledì 26 aprile, sulle elezioni cantonali. Il partito ha infatti guadagnato due seggi in Gran Consiglio (da 7 a 9) e la percentuale elettorale si è attestata al 10,3%. Il partito è inoltre cresciuto in tutti i circondari, sia nei centri urbani che nelle valli. E per la corrente legislatura gli obiettivi sono alti. "Questa legislatura sarà quella che porterà l'UDC in Consiglio di Stato", ha dichiarato il presidente nazionale Marco Chiesa. "Non lo decideremo noi, bensì i cittadini se i nostri granconsiglieri e il partito faranno una buona politica. Quella politica schietta che da sempre caratterizza l’UDC”.

Gli obiettivi per le federali

Le ambizioni però non finiscono qui. "Il risultato delle elezioni cantonali non è un traguardo, ma un punto di partenza: ora tocca a noi", ha sottolineato il presidente cantonale Piero Marchesi, lanciando la campagna per le federali del 22 ottobre. Gli obiettivi sono chiari: rafforzare l’area politica di riferimento e il gruppo UDC alle Camere federali, recuperare il terzo seggio perso nel 2019 UDC-Lega, superare i consensi ottenuti quattro anni fa (12,71 %) e ottenere il secondo seggio al Consiglio nazionale.

Morisoli responsabile della commissione cerca

Per raggiungere gli obbiettivi prefissati, oltre a lista principale forte, come nel 2019 saranno presentate ulteriori liste sotto-congiunte. In tale constesto il capogruppo Sergio Morisoli è stato incaricato di coordinare la commissione-cerca che avrà il compito di vagliare le candidature da sottoporre al comitato cantonale di giugno.

Un sì e due no alle prossime votazioni federali

Il comitato cantonale ha inoltre preso posizione sui temi in votazione il prossimo 18 giugno. Il partico si dice favorevole all’attuazione del progetto dell’OCSE e del G20 sull’imposizione dei grandi gruppi di imprese. "Pur prendendo atto che si tratta di una riforma calata dall’alto, il rischio di lasciare confluire all’estero proventi fiscali invece di trattenerli in Svizzera è elevato. Il 75% delle sopravvenienze fiscali derivanti dalla riforma andrà in ogni caso a beneficio dei Cantoni". Il partito invita invece a votare no contro la legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica, dietro alla quale "si cela un’impalcatura legislativa che aggraverà la crisi energetica, farà esplodere i prezzi dell’energia elettrica e metterà a serio rischio la nostra sicurezza energetica". Infine, con due astensioni, il comitato dell’UDC raccomanda di respingere la proroga della Legge Covid-19 oltre la sua scadenza a fine dicembre 2023. "La pandemia è finita e non è più necessario mantenere in auge una legge simile".

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