
Bocciata l’opzione Losone, rimane quella di Pasture. E da qui la Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) non si muove. Non ci sarà infatti nessun piano C. A comunicarlo oggi ai rappresentanti di Novazzano, Balerna e Chiasso i vertici della SEM.
Due ore di incontro per confermare un piano che i rappresentanti dei comuni coinvolti faticano a digerire. In attesa del nuovo centro per richiedenti l’asilo - che verrà costruito ex novo in zona pasture e che sarà pronto per il 2023 (il concorso per la progettazione è stato indetto oggi) - la Confederazione ristrutturerà lo stabile FFS per insediarvi i 220 alloggi richiesti. Una soluzione transitoria che permetterà di svolgere le procedure d’asilo secondo le nuove disposizioni di legge e che sarà utilizzata congiuntamente alla struttura esistente di via Motta 1b a Chiasso.
Secondo il sindaco di Balerna Luga Pagani, interpellato da TeleTicino, la soluzione proposta dalla Seco è ritenuta "inadeguata”, mentre Sonia Regazzoni, municipale di Chiasso, ha parlato di trattamento "non particolarmente equo". Anche il sindaco di Novazzano Sergio Bernasconi ha ventilato la possibilità di inoltrare ricorsi contro il cambio di destinazione.
C’è però anche un altro “ma” che rischia di complicare - e non poco - i calcoli della Confederazione. La nuova legge sull’asilo entrerà in vigore nel marzo 2019. Per quella data il Ticino dovrà disporre dei 220 alloggi, mentre lo stabile di transizione sarà pronto solo a settembre.
Un buco di 7 mesi di cui oggi non è discusso. L’interrogativo però rimane. Dove verranno collocati i richiedenti l’asilo in questo periodo? Senza contare che i 7 mesi possono lievitare facilmente. Basterebbe un ricorso…
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