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Ticino
“Dopo i vaccini prime aperture in casa anziani”
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
6 anni fa
Paolo Bianchi del DSS spiega la strategia di vaccinazione del Cantone e parla anche della possibilità dell’obbligo per i grandi eventi: “Si tratta di contratti privati, lo Stato non c’entra”

Il Ticino riceverà 17’000 dosi di vaccino nel corso del mese di gennaio, a partire da lunedì prossimo. Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica del DSS, spiega le prossime tappe, esprimendosi anche su questioni come l’eventuale obbligo per le grande manifestazioni. “Nelle case anziani si parte lunedì prossimo con una prima fornitura che verrà probabilmente completata nel corso della settimana”, ha spiegato. “Non abbiamo ancora dati sull’adesione, ma li stiamo raccogliendo. Probabilmente saranno differenziati a seconda delle case anziani, ma dovremmo avere i nominativi entro oggi”.

Controindicazioni? “È peggio la malattia”
Molte persone hanno manifestato preoccupazioni riguardo al vaccino, potete fornire rassicurazioni? “La rassicurazione è già insita nella decisione di omologazione da parte di Swissmedic”, spiega Bianchi, “è una decisione avvenuta in tempi rapidi, in Svizzera come nel resto d’Europa, però con una procedura ordinaria che ha valutato scientificamente tutte le controindicazioni sulla base di un campione di popolazione rappresentativo. Gli inconvenienti sono minimi, ci sarà comunque una farmacovigilanza su eventuali conseguenze avverse ma qualsiasi possibile disagio è inferiore alle conseguenze del contagio”.

“Dopo il vaccino possibili allentamenti in casa anziani”
Vista la decisione di iniziare dalle case anziani, ci si possono aspettare allentamenti nelle regole? “Non dopo questo primo passaggio ma trascorse le tre settimane e fatto il richiamo - che permette una copertura superiore al 90% - sicuramente saranno possibili allentamenti”.

Si punta al 70%
Qual è la percentuale che stimate per definire la campagna un successo? “L’immunità di gregge è raggiunta con oltre il 70% della popolazione vaccinata. Quello è l’obiettivo, che varierà per categorie, ma sono parametri molto diversi dalla vaccinazione influenzale normale quindi è veramente difficile capire, è un tema completamente nuovo”.

Solo vaccinati ai grandi eventi: “Sono contratti privati”
Ha fatto molto discutere la proposta di riservare i grandi eventi solo ai vaccinati. È possibile anche in Ticino? “Le indicazioni che arrivano da Berna sono di rispettare la libertà personale, quindi di lasciare la facoltà di vaccinazione. Questo principio deve poi tradursi in un principio di non discriminazione da parte dello Stato verso i cittadini. È un po’ diversa la prospettiva quando si tratta di eventi privati: è un contratto tra un’organizzatore e chi accetta di partecipare in cui sono presenti tante clausole, dal prezzo a norme di comportamento. Dal momento che non c’è un ruolo attivo dello Stato ma è un rapporto individuale potrebbe essere ipotizzabile la subordinazione della partecipazione anche a questa condizione”, conclude Bianchi.

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