
Sguardi furtivi, passo affrettato, qualche stretta di mano accompagnata dai fischi dei leghisti. L'incontro con le autorità ticinesi, e poi via verso il ristorante di Agno dove era prevista la cena informale con i nostri ministri. La visita lampo in Ticino di Eveline Widmer-Schlumpf è durata in tutto un'ora e mezza. Un incontro proficuo e costruttivo a detta del presidente del Governo Paolo Beltraminelli.
Beltrasoddisfatto dunque. Di ben altra opinione i partiti ticinesi…Per il PLR, il primo a prendere posizione, già in tarda serata, "questa è stata un'altra occasione persa. Il Governo è stato incapace di far valere gli interessi del Canton Ticino".
Per il presidente dell'UDC Gabriele Pinoja il comportamento della Consigliera federale è stato vergognoso, non ha rispettato i giornalisti e il Ticino. "Poteva starsene a casa", ha dichiarato ai microfoni di TeleTicino.
Per il coordinatore della Lega dei Ticinesi Attilio Bignasca l'incontro "come prevedibile è stato un fallimento. Non si può mandare in giro una persona", continua Bignasca, "che non è capace a trattare".
Per il presidente del PS Saverio Lurati "l'incontro ha dimostrato come stanno realmente le cose, cioè che per ora è difficile ragionare con l'Italia". E poi si scaglia contro il PLR sottolineando che "prima di fare comunicati dovrebbero interrogarsi sul disastro della città di Lugano".
Giovanni Jelmini non nasconde una certa delusione. Per il presidente del PPD "la visita ha disatteso le aspettative alla luce del voto del 9 febbraio. L'atteggiamento di chiusura di Widmer Schlumpf non è un segnale rassicurante" ci dice, e si auspica che "si trovi un accordo favorevole per il Ticino".
Incontro deludente anche per il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia. "Widmer-Schlumpf se n'è andata senza parlare con nessuno come fosse un comandante militare. Le uniche cose che volevamo non ce le daranno, ha aggiunto. Il Consiglio federale non ha capito cos'è successo il 9 febbraio. Bisogna darsi da fare qui con messaggi sempre più forti finché non lo capiranno" conclude.
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Christian Fini
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