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Ticino
«Dopo Crans-Montana le "costellazioni" di Lugano sono problematiche»
© CdT/Chiara Zocchetti
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Red. Online
7 ore fa
La consigliera comunale Sara Beretta-Piccoli, in un'interpellanza, critica la terminologia del Piano direttore comunale, ormai già «distante dalla realtà»

«Un passo indietro sulle Costellazioni?». È questo il titolo scelto per un'interpellanza dalla consigliera comunale Sara Beretta-Piccoli. La quale chiede al Municipio di Lugano di rivedere il Piano direttore comunale (PDcom) presentato alla fine di ottobre del 2024. Il motivo? «Emergono oggi numerose criticità che mettono in discussione la coerenza tra visione teorica e realtà concreta».

In particolare, la scelta di suddividere la città in nove «costellazioni» – che sono il risultato dell’accorpamento degli attuali 23 Piani regolatori –, ovvero Val Colla, Ronchi, Costa Sinistra, Piana, Monte Brè, Lugano a lago, Città alta, Monte San Salvatore e Pian Scairolo.

Da Crans-Montana alle «costellazioni» della città

Una scelta che per la consigliera comunale PLR-PVL «appare poco comprensibile, poco radicata nella tradizione locale e difficilmente condivisibile dalla popolazione», poiché «i quartieri rappresentano un elemento identitario forte, storico e sociale, che non può essere sostituito con una terminologia astratta e tecnocratica». Per Beretta-Piccoli, inoltre, ci sarebbe anche un problema proprio con il nome «costellazioni»: «Questa scelta di nomea risulta oggi ancor più problematica alla luce dei recenti eventi verificatisi a Crans-Montana e dell’incendio presso il bar Le Constellation, che rendono l’utilizzo di tale terminologia quantomeno inopportuno e poco sensibile».

Le zone 30

La Lugano del futuro, nelle intenzioni, guarda anche alla mobilità sostenibile come a un pilastro e spinge sulla transizione ecologica, sociale e culturale. «Il limite alla velocità veicolare pari a massimo 30 km/h in gran parte della piana del Cassarate – ed esteso a tutta la rete viaria, se i flussi di traffico lo permetteranno, in un orizzonte temporale più lungo – garantirà agli utenti della mobilità lenta la possibilità di muoversi in sicurezza», si legge tra le 245 pagine del PDcom. «Anche su questo fronte, tuttavia, si è registrato un chiaro segnale di contrarietà da parte della popolazione luganese, che ha espresso riserve e opposizione rispetto a queste misure», scrive Beretta-Piccoli. Ne deriva – conclude la consigliera comunale – «un quadro in cui un documento definito strategico, flessibile e orientato al futuro rischia invece di apparire distante dalla realtà quotidiana dei cittadini e poco ancorato al necessario consenso democratico».

Le domande dell'interpellanza al Municipio: Ritiene ancora credibile e sostenibile la visione del PDcom così come presentata, alla luce delle criticità emerse? Non ritiene opportuno abbandonare la terminologia delle «costellazioni», ripristinando una denominazione più chiara, comprensibile e rispettosa dell’identità dei quartieri? Alla luce del rifiuto espresso da una parte significativa della popolazione rispetto all’introduzione del limite di 30 km/h, non riconosce la necessità di rivedere profondamente le misure previste in ambito di mobilità? Intende procedere ad una possibile revisione del PDcom, coinvolgendo la popolazione e gli attori locali? Ritiene necessario correggere parte dell’impostazione generale del progetto?