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Ticino
Dopo 98 anni chiude la Boutique Riva-Pinchetti
Redazione
12 anni fa
Tra i numerosi motivi, i titolari indicano l’apertura del LAC e il PVP

Lugano perde un altro pezzo di storia: la Boutique Riva-Pinchetti cesserà la propria attività. Inaugurata nel 1916 da Vittorina Riva Pinchetti e tramandata di generazione in generazione fino alla pronipote Michela Chiappini Morellini, le difficoltà non hanno risparmiato nemmeno lo storico negozio.

Michela Chiappini Morellini ha “preferito chiudere dignitosamente piuttosto che incorrere in un fallimento”. Una decisione sofferta ma presa dopo un’attenta analisi della situazione attuale. “Le cause sono diverse e numerose: il LAC, la concorrenza dei grandi magazzini e della rete, il PVP e l’immobilismo della classe politica. Ma anche il calo dei turisti, la diminuzione dei ricavi – conseguenza della grave crisi che ha colpito tutti gli affezionati o potenziali clienti – e l’aumento dei costi. Tutti fattori che hanno contribuito all’emarginazione delle vie storiche di Lugano e alla lenta ma progressiva scomparsa della vita sociale luganese”.

Carlo Morellini e Adriano Cavadini hanno fornito numerose spiegazioni e rievocato memorie storiche molto importanti. “Lugano ha perso il suo ruolo di cuore pulsante dell’economia ticinese: il calo della clientela italiana e svizzero-tedesca ha portato a una diminuzione delle vendite. Lo stesso vale per quella ticinese, non più costretta a spostarsi verso Lugano a causa dei numerosi centri commerciali sparsi sul territorio”. Il LAC e il PVP sono stati identificati come i due maggiori responsabili della scomparsa delle attività commerciali delle principali famiglie luganesi: la riduzione dei parcheggi (come l’ex autosilo UBS ubicato vicino alla boutique), la chiusura delle strade e la decisione di spostare tutte le attività all’interno del LAC rappresentano alcune delle maggiori difficoltà che i commercianti luganesi devono affrontare.

Il passaggio dal vecchio al nuovo Municipio non ha portato i cambiamenti sperati. Michela Chiappini Morellini conferma che i contatti con le autorità municipali non sono mai stati interrotti, anche se i risultati auspicati non sono ancora stati raggiunti. La titolare parla di una zona di categoria B dimenticata dalla città, perché isolata dal PVP e non coinvolta nelle attività natalizie.

Un altro aspetto importante riguarda la cessione dell’attività: mentre le due impiegate hanno già trovato una nuova sistemazione, lo stesso non si può dire dello spazio dove viene ospitata la Boutique. Michela Chiappini Morellini conferma di aver trovato diversi acquirenti interessati a rilevarlo e ristrutturarlo, ma il Comune ha rifiutato la sua proposta perché vuole metterlo a concorso.

E così, Lugano perde l’ennesima famiglia storica: i luganesi cosa ne pensano? La discussione è aperta…

M.F

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