
"È finita, dopo 9 anni di purgatorio va bene così, adesso comincia la vita”. Con queste parole Davide Enderlin, ex consigliere comunale di Lugano e imprenditore, ci ha commentato la condanna a 13 mesi sospesi per amministrazione infedele e falsità in documenti.
Cosa ha fatto
È stato riconosciuto colpevole per aver usato il denaro di alcune società che amministrava per fini personali, ovvero per finanziare la sua relazione con la cantante di origine lituana Ginta Biku durata tra il 2013 e il 2014. Enderlin ha usato i beni delle amministrate, perché usare il suo patrimonio personale avrebbe significato insospettire la sua compagna ufficiale, generando un ammanco di circa 2 milioni, in gran parte poi restituiti alle società. “Ha agito per non assumersi le responsabilità che un uomo della sua età dovrebbe assumersi”, ha detto il giudice Mauro Ermani nel motivare la sentenza che lo ha condannato a 13 mesi sospesi per due anni.
L’imputazione caduta
La corte, invece, ha prosciolto l’imprenditore per le retrocessioni incassate da un istituto bancario ticinese. Enderlin aveva incassato 1,3 milioni di franchi per aver procacciato alla banca dei clienti per la gestione patrimoniale. In forza di una convenzione, l’istituto rimborsava la metà delle commissioni allo studio. I clienti, però, non potevano essere all’oscuro di tale pratica, visto che non pagavano in altro modo questi servizi. Inoltre, Davide Enderlin non è venuto meno nemmeno all’obbligo della rendicontazione, il contratto con la banca era stato firmato dal padre ed è lui, semmai, a essere obbligato a chiarire ai clienti le transazioni, ha spiegato il giudice Ermani nel far cadere l’imputazione portata avanti dal procuratore pubblico Daniele Galliano.

