
Nella giornata dedicata alla donna, arriva un'interrogazione parlamentare al cui centro vi è l'universo femminile. "Donne e bambini in fuga: siamo coscienti degli abusi che subiscono?" è il titolo dell'atto parlamentare inoltrato al Governo, inoltrato dalla deputata socialista Gina La Mantia e altri 9 co-firmatari.
"Amnesty International" esordiscono i deputati, "denuncia da tempo la violenza esercitata da parte di trasportatori, trafficanti e gruppi armati nei centri di detenzione in Libia e altrove (nonostante gli accordi con le nazioni unite): pestaggi, violenze sessuali, stupri di gruppo, torture, sfruttamento e schiavitù".
"Le testimonianze delle donne migranti e rifugiate in viaggio, raccolte dagli operatori sul campo e riportate anche dai mass media, sono inimmaginabili" proseguono i deputati, i quali citano un rapporto, pubblicato a inizio 2016, dall'Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) sui rischi di violenza sessuale e di genere, alla quale le donne rifugiate che attraversano l’Europa sono sottoposte.
Nel rapporto vengono proposte delle misure di protezione a favore delle migranti, tra cui:
• Stabilire un sistema di risposta coordinata per la protezione di donne e bambine all’interno dei confini e nelle aree di confine;
• prendere coscienza dei rischi associati alla protezione di queste persone, dislocare personale sul campo e mettere in atto procedure specifiche per prevenire, identificare e rispondere alla violenza sessuale e di genere;
• assicurare una risposta alla violenza sessuale e di genere che non ponga ostacoli alle donne nella denuncia di episodi di violenza e accesso ai servizi;
• prevedere canali legali di accesso alla protezione, specialmente per donne, bambini e vittime di violenza sessuale e di genere, compreso il ricongiungimento familiare, e considerare questi migranti con bisogni specifici come prioritari nelle opportunità di reinsediamento e ricollocamento.
Fatte queste premesse, i deputati chiedono al Governo in che modo le raccomandazioni dell’Agenzia dell’ONU per i rifugiati sono state adottate dal Cantone e se esistono dei protocolli e delle modalità d’intervento, d’aiuto e di sostegno per le donne e bambini che richiedono asilo in Svizzera. Inoltre se sono previsti degli strumenti e dei servizi specifici per i migranti particolarmente vulnerabili o traumatizzati (minorenni non accompagnati, donne vittime di violenza).
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