
La Commissione consultiva cantonale per le pari opportunità tra i sessi, nella seduta dello scorso 22 gennaio, ha preso atto del grado di rappresentanza femminile dopo il rinnovo della quasi totalità delle Commissioni e dei gruppi di lavoro di nomina del Consiglio di Stato. Nonostante il regolamento, recentemente sottoposto a revisione, contenga l'esplicita indicazione di prevedere almeno il 30% di presenza di uno dei due sessi, si nota purtroppo che la percentuale di donne presenti nelle commissioni non è aumentata in modo significativo, passando dal 15% al 17%. Questo significa che la facoltà data dal regolamento di procedere secondo questo principio “nella misura del possibile” è stata ampiamente utilizzata. Sul totale delle 973 persone nominate nelle Commissioni e nei Gruppi di lavoro si contano quindi solo 168 donne. La Commissione ricorda che nelle ultime quattro legislature, ovvero da quando ha posto al Consiglio di Stato la questione, la rappresentanza femminile in questi consessi è aumentata di 5 punti percentuali. Questo significa che se non si attuano misure più incisive, il risultato, auspicato anche dal Gran Consiglio, di una rappresentanza femminile di almeno il 30%, si otterrà tra circa 40 anni. È dunque con rammarico che la Commissione constata come nel corso di questi anni, dopo gli appelli della politica e delle associazioni femminili, questo importante fattore di sviluppo sociale e politico delle nostre istituzioni non sia stato preso in considerazione. Nel terzo millennio occorre prendere atto dei risultati di molti studi, ma anche delle esperienze di diverse aziende nazionali e internazionali che confermano come i team misti, composti da donne e uomini, sono più efficienti e produttivi perché favoriscono un confronto costruttivo e l'attuazione di processi decisionali più equilibrati e frutto di una visione a 360 gradi. La Commissione ritiene lecito chiedersi quali siano i reali impedimenti, in quanto questa situazione non dà atto delle competenze delle donne in Ticino che, a parità degli uomini, sono formate e preparate e hanno tutte le 'carte' in regola per poter partecipare più attivamente alla vita politica e sociale. La Commissione consultiva per le pari opportunità tra i sessi interverrà nuovamente per identificare, in accordo con il Consiglio di Stato e la Cancelleria cantonale, quelle misure necessarie per migliorare in tempi ragionevoli l’attuale situazione e implementare e adattare anche nel nostro Cantone quelle misure già accettate dal Consiglio Federale sul medesimo tema.
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