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Ticino
Donna 'velata' a Locarno, Ghiringhelli fischiato in sala
Donna 'velata' a Locarno, Ghiringhelli fischiato in sala
Donna 'velata' a Locarno, Ghiringhelli fischiato in sala
Redazione
9 anni fa
Presente alla visione del film "The poetess", il Guastafeste non ha mancato di dire la sua: "Non potevo stare zitto"

Grande successo di pubblico quest'oggi per la visione del film "The poetess" dei registi Stefanie Brokhaus e Andreas Wolff, proiettato al Kursaal di Locarno nell'ambito della "Semaine de la critique" del Festival.

Protagonista del documentario la poetessa Hissa Hilal, prima donna saudita a raggiungere le finali del concorso poetico "Million's Poet" dell'emittente televisiva Abu Dhabi TV nel 2010. Una trasmissione a seguito della quale la 43enne ha guadagnato notorietà a livello internazionale per le sue poesie contro il fanatismo islamico e il terrorismo.

Presente in sala quest'oggi per parlare del film, la donna si è presentata al pubblico con il volto coperto da un foulard, lasciando scoperti solo gli occhi. E tra gli ospiti presenti vi era anche Giorgo Ghiringhelli, fautore dell'iniziativa contro il burqa.

Durante la discussione con il pubblico, Ghiringhelli si è complimentato con la protagonista per il suo coraggio e per la sua lotta femminista portata avanti nel suo paese. Ma ha anche fatto notare alcune incoerenze riguardo a quanto detto nel documentario e il suo comportamento, sottolineando che in Ticino è vietato dissimulare il volto in luoghi pubblici e che quindi non aveva bisogno di coprisi con il foulard (n.d.r. non si trattava di niqab, né di burqa, ma di un semplice foulard).

Affermazioni che non sono piaciute al pubblico, che ha fischiato e protestato contro Ghinghelli. "Proprio io dovevo stare zitto? Se c'era qualcuno che doveva intervenire, quello ero io" ci racconta Ghirignelli, da noi contattato per un commento.

"Nel documentario" sottolinea il Guastafeste, "la signora ha affermato che il burqa era giustificato nei secoli passati per ripararsi dal sole e dagli uomini "rapaci". Ma oggi non sarebbe più necessario. In Arabia Saudita si copre il volto perché lo impone la legge. E ha affermato che se avesse avuto occasioni di fare viaggi all'estero, lo avrebbe fatto a viso scoperto. Però è venuta qui, coprendosi con un foulard. Perché? Non c'era nessun bisogno di farlo" sottolinea Ghiringhelli.

Hissa Hilal ha risposto al Guastafeste, spiegando che non voleva farsi fotografare per motivi di sicurezza, anche perché ha ricevuto minacce di morte nel suo paese. Un motivo che per Ghiringhelli resta insufficiente. "Se qualcuno dovesse ucciderla, non avverrà perché si è scoperta il volto a Locarno, ma per le affermazioni che ha fatto nel suo paese".

"Se si fosse scusata e "smascherata", sarei anche restato" continua Ghirignhelli. "Ma la sua risposta è stata inaccettabile e così me ne sono andato tra i fischi e per evitare polemiche. Non è stato molto corretto da parte del pubblico. Si può dibattere in un paese come il nostro senza un pubblico da stadio. I fischi sono stati fuori luogo. Lei ha detto la sua, e io mi sentivo in dovere di dire quello per cui mi batto".

Nel frattempo la battaglia di introdurre il divieto di dissimulare il volto a livello nazionale continua. Il 15 settembre scade infatti il termine per consegnare le firme dell'iniziativa. Ghiringhelli: "Mancano ancora circa 10-15 mila firme. Non è sicuro che passerà..."

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