
Il Tribunale federale ha accolto il ricorso di una cittadina tedesca cui il Canton Ticino aveva deciso di revocare il permesso di dimora.
La donna giunse in Svizzera nel novembre 2011 per lavorare in un albergo del Canton Grigioni, dalle cui autorità ottenne un permesso di dimora valido cinque anni.
Un anno dopo, nel novembre 2012, perse il posto di lavoro e si iscrisse in disoccupazione.
Nell'ottobre 2013, quando era ancora in disoccupazione, ottenne l'autorizzazione dall'Ufficio della migrazione a trasferirsi in Ticino.
Nel luglio 2014 trovò un nuovo lavoro, durato però pochi mesi. Nel maggio 2015 ne trovò un altro, lasciato già in luglio.
Nel frattempo, dal marzo 2014, aveva iniziato a dipendere dall'aiuto sociale.
Osservando che la donna non svolgeva più nessuna attività lavorativa e non disponeva di entrate sufficienti per il proprio mantenimento, nel febbraio 2016 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino decise quindi di revocarle il permesso di dimora.
Un provvedimento confermato su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato, nel luglio 2016, poi dal Tribunale cantonale amministrativo, nel settembre 2016.
La donna si è quindi rivolta al Tribunale federale di Losanna, i cui giudici hanno stabilito che non vi fossero le condizioni per revocarle il permesso.
Nella sentenza pubblicata oggi si legge infatti che "non risulta né che l'insorgente si trovi in una situazione di disoccupazione volontaria, né che abbia adottato una condotta abusiva."
"Inoltre nemmeno è possibile concludere che dal comportamento della stessa occorra dedurre che non esiste più nessuna prospettiva reale che venga di nuovo impiegata in un lasso di tempo ragionevole" proseguono i giudici federali, evidenziando che ancora nel 2015 la donna era riuscita a farsi assumere a tempo indeterminato per un'attività nell'ambito della ristorazione e con un salario di 4'800 mensili.
I giudici federali hanno pure sottolineato che la donna "continua a svolgere delle ricerche d'impiego serie e regolari sia in tutto il Cantone Ticino che nella Svizzera interna, inviando un dossier di candidatura in lingua italiana e tedesca, considerato dall'URT come molto buono e giungendo più volte anche allo stadio del colloquio."
Il Tribunale federale ha quindi deciso di rinviare il dossier alla Sezione della popolazione, affinché rilasci alla donna una proroga del suo permesso di dimora "non inferiore a un anno".
Se dopo questo lasso di tempo la donna dovesse ancora essere senza impiego e se nel frattempo non dovessero essere emersi altri motivi per proseguire il suo soggiorno nel nostro Paese, allora il suo diritto di soggiorno sarà da considerarsi decaduto. Ma solo allora.
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