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Ticino
Donati 5 milioni all’EOC
Un’infermiera nel reparto Covid all’ospedale la Carità di Locarno. Foto Gabriele Putzu
Un’infermiera nel reparto Covid all’ospedale la Carità di Locarno. Foto Gabriele Putzu
Lara Sargenti
6 anni fa
Quattro milioni sono destinati direttamente ai collaboratori, che per Natale riceveranno una gratifica di 500 franchi. Previsti anche progetti per migliorare l’ambiente lavorativo. L’Ente: “5 milioni di grazie”

La battaglia contro il Covid-19 ha generato una straordinaria onda di empatia verso il personale sanitario nel nostro Cantone. È così che - grazie alla generosità di persone, enti, aziende e associazioni - l’Ente ospedaliero cantonale (EOC) ha raccolto donazioni per 5 milioni di franchi, quattro dei quali sono espressamente destinati ai collaboratori. “L’impegno e la dedizione di chi lavora al fronte sono stati unanimemente identificati come qualcosa di più del semplice dovere professionale, riconoscendo la componente di vocazione che molto spesso contraddistingue chi sceglie una carriera in ambito sanitario” sottolinea l’EOC in una nota, nella quale spiega come verrà impiegato il denaro raccolto.

L’impiego del denaro
Nel rispetto della volontà dei benefattori, il Consiglio di Amministrazione dell’EOC, dopo aver sentito il parere delle commissioni interne ha deciso che, con lo stipendio di dicembre, 4’424 collaboratori riceveranno una gratifica straordinaria di 500 franchi. “Ne saranno esclusi i quadri superiori e tutte quelle funzioni con livelli retributivi analoghi” specifica l’Ente. Per l’impiego degli ulteriori 2 milioni di franchi destinati al personale EOC è stato indetto un concorso di idee tra tutti i collaboratori che ha portato all’individuazione di tre progetti: la creazione di zone relax in ogni sede, la promozione di iniziative formative indirizzate al benessere a livello locale e, infine, il potenziamento degli asili nido e dei servizi di baby-sitting attraverso un progetto centrale. A completare il quadro dell’impiego delle donazioni ricevute, il milione non destinato direttamente al personale è stato utilizzato secondo quanto indicato espressamente dai donatori, in particolare per l’acquisto del materiale di protezione individuale aggiuntivo.

Non solo contributi monetari
La riconoscenza dei ticinesi “non si è tuttavia limitata ad applausi e manifestazioni di stima”, sottolinea ancora l’EOC . Ai contributi monetari si sono infatti aggiunte, soprattutto durante la prima fase della pandemia, moltissime donazioni in natura: persone che portavano cibo e bevande in ospedale, buoni pasto, messa a disposizione di alloggi, messa a disposizione di automezzi per i trasporti inter-ospedalieri, mascherine e molto altro.

L’EOC: “5 milioni di ragioni per dire grazie”
Toccati da tanta generosità, i vertici dell’EOC esprimono, a nome di ciascuno degli oltre 5’000 collaboratori dell’Ente, un “ringraziamento sincero e profondo” a tutti i benefattori. “Fieri che gli ospedali EOC abbiano sentito la vicinanza e il sostegno concreto della propria comunità proprio nel momento in cui ne hanno avuto più bisogno” conclude l’EOC.

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