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Ticino
Donald Trump fa riflettere la sinistra
Donald Trump fa riflettere la sinistra
Donald Trump fa riflettere la sinistra
Redazione
10 anni fa
Voci critiche si levano anche in Ticino: "Occupiamoci dei problemi quotidiani, altrimenti siamo solo finti intellettuali"

Donald Trump, in qualche modo, ha avuto in impatto politico anche alle nostre latitudini.

In seguito alla sua sorprendente elezione a scapito della candidata democratica Hillary Clinton, la sinistra svizzera si è concessa un attimo di riflessione per metabolizzare le implicazioni del voto, interrogandosi sulla progressiva perdita di consensi.

Tra le voci più autorevoli, quella di Micheline Calmy-Rey. In un’intervista a SRF l’ex consigliera federale ha puntato il dito contro il suo partito, accusandolo di essersi imborghesito, allontanandosi dalla popolazione e dai suoi bisogni.

Un atteggiamento troppo “intellettuale” che non raccoglie il favore degli elettori, ha ammonito Micheline Calmy-Rey. “Trump ha vinto perché la gente ha paura della globalizzazione – ha detto – Avremmo dovuto capirle e ascoltarle”

Una posizione, la sua, riconducibile in Ticino a quella del deputato del Partito comunista Massimiliano Ay, da sempre una delle voci più autocritiche all’interno della sinistra cantonale.

“Complimenti alla sinistra imborghesita per l'ennesimo capolavoro. Si torni a fare la sinistra invece di insultare gli elettori!”, aveva twittato mercoledì mattina. Abbiamo quindi chiesto proprio a Massimiliano Ay se e dove la sinistra ticinese ha sbagliato a rapportarsi con l’elettorato.

“Qualche mese fa il Partito comunista ha invitato un giornalista americano, Andrew Spannaus, che ha spiegato i motivi per i quali Trump avrebbe potuto vincere: il tycoon affrontava temi cari le fasce popolari volevano sentirsi dire e si opponeva all’establishment”.

“Trump ha sì fatto delle sparate razziste, ma ha anche detto che gli USA dovrebbero smettere di atteggiarsi da gendarmi del mondo e cercare il dialogo con la Russia. Hillary Clinton, che avrebbe dovuto rappresentare la sinistra, appoggiava i bombardamenti in Siria- ha spiegato Ay - Trump ha proposto la divisione tra banche commerciali e banche di investimento e ha criticato le imprese americane che delocalizzano in Messico”.

Per il deputato del Partito comunista, la sinistra “che si limita a dire che Trump è un nazista, populista e razzista” ha fatto un errore di analisi.

“La sinistra deve riconoscere che i diritti civili sono sì fondamentali, ma per esistere bisogna innanzitutto garantire i diritti sociali. Non dico che Trump sia un difensore di questi diritti ma i suoi discorsi contro la globalizzazione vengono percepiti come un passo in questa direzione.

"Noi come Partito comunista abbiamo già messo in guardia la sinistra anche in occasione della Brexit: la sinistra stessa si è rinchiusa in una torre d avorio molto ideologica”

“Dire che l’UE è la patria dei diritti umani e del cosmopolitismo e non capire che questa UE è stata un disastro per i diritti dei lavoratori ma pure per i consumatori, se pensiamo al TTIP che Trump vuole far saltare, significa staccarsi dal popolo, che si sente abbandonato”, ha ammonito.

Nel mirino di Ay, un atteggiamento forse troppo “supponente” da parte della sinistra: “Se li condanniamo gli elettori della classe lavoratrice come popolo analfabeta e li trattiamo come dei pezzenti possiamo escludere di riuscire a parlarci per capirne le esigenze e i problemi”.

"Bisogna tornare ad occuparsi dei problemi quotidiani delle persone che, a differenza di quanto crede certa sinistra sedicente colta, ha capito perfettamente che questo sistema le sta rovinando la vita, e va cambiato radicalmente. Torniamo a creare lavoro, pace e sicurezza, in Svizzera e nel mondo. Altrimenti siamo solo finti intellettuali autoreferenziali", ha concluso il deputato.

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